Garlasco, Angela Taccia spiega perché Sempio ha rifiutato la perizia psichiatrica: «Puntiamo al proscioglimento»

A Quarto Grado Angela Taccia spiega perchè Andrea Sempio ha detto no al professore Roberto Catanesi

angela taccia sempio

Dopo qualche settimana di assenza, Angela Taccia torna in tv. La difesa di Andrea Sempio dice no al colloquio con lo psichiatra incaricato dalla Procura di Pavia. Nella puntata di Quarto Grado del 4 settembre 2026, Angela Taccia, avvocato di Sempio insieme a Liborio Cataliotti, ha spiegato la posizione assunta dal suo assistito nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Il professor Roberto Catanesi, incaricato dalla Procura di svolgere una consulenza psichiatrica, aveva chiesto di incontrare personalmente Sempio per completare il proprio lavoro.

La risposta della difesa è stata negativa: l’indagato non parteciperà al colloquio. Una decisione che, come ha chiarito Taccia davanti alle telecamere di Rete 4, nasce dalla precisa strategia difensiva scelta dai legali.

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Angela Taccia a Quarto Grado spiega la decisione presa

«Come tutti sappiamo, l’infermità o la semi-infermità mentale viene utilizzata per ottenere una riduzione o un’esclusione della pena. Noi, invece, puntiamo a un proscioglimento o a un’eventuale assoluzione», ha spiegato Angela Taccia a Quarto Grado. Parole con cui il legale ha voluto chiarire perché la difesa non ritenga opportuno sottoporre Andrea Sempio all’esame diretto dello psichiatra della Procura.

La posizione è netta: la linea difensiva non punta a dimostrare una diminuzione della capacità di intendere e di volere dell’indagato, ma sostiene la sua estraneità all’omicidio di Chiara Poggi. È quindi in questa prospettiva che deve essere letto, secondo quanto spiegato dall’avvocato, il rifiuto dell’incontro con Catanesi.

La consulenza psichiatrica disposta dalla Procura di Pavia ha obiettivi ben precisi. Al professor Catanesi è stato chiesto di verificare l’eventuale presenza, in Sempio, di condizioni patologiche che avrebbero potuto incidere sulla capacità di intendere e di volere in relazione ai fatti contestati, oltre alla possibile esistenza di disturbi di significativa rilevanza e all’eventuale pericolosità sociale. Nonostante il mancato incontro con l’indagato, il consulente può lavorare sul materiale già acquisito nell’inchiesta, compresi gli scritti attribuiti a Sempio e i suoi soliloqui registrati durante le intercettazioni ambientali.

Già nei giorni precedenti la difesa aveva sostenuto che una valutazione meramente personologica non sarebbe sufficiente e che, in assenza dell’individuazione di una vera patologia, la consulenza non avrebbe rilevanza nell’eventuale giudizio.

Il no di Andrea Sempio, dunque, come spiegato dall’avvocatessa Angela Taccia, non deve essere interpretato secondo i suoi legali come il tentativo di sottrarsi agli accertamenti. La difesa ha precisato che, qualora fosse necessario procedere a un vero esame, questo dovrebbe eventualmente svolgersi nelle forme che garantiscano il contraddittorio.

La strategia resta comunque quella ribadita da Angela Taccia a Quarto Grado: arrivare alla conclusione dell’inchiesta sostenendo l’innocenza di Sempio, senza percorrere la strada dell’infermità o della semi-infermità mentale per ottenere benefici sul piano della pena. Il confronto sulla consulenza psichiatrica diventa così un altro tassello importante della nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, mentre resta da capire quale peso la Procura attribuirà alle conclusioni del professor Catanesi.

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