Il giallo della ricina a Pietracatella: si parla di premeditazione per gli omicidi di Sara e Antonella

Le ultime notizie da Pietracatella: chi voleva uccidere Sara e Antonella ha premeditato tutto?

il giallo della ricina a pietracatella

Il giallo della ricina di Pietracatella potrebbe avere alle spalle una preparazione iniziata molti mesi prima della morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita. È uno degli scenari emersi nelle ultime ore intorno all’inchiesta sulle due donne, morte alla fine di dicembre 2025 dopo un’intossicazione da ricina. Nella puntata di Dentro la notizia del 21 settembre si è tornati a parlare proprio della possibilità che chi ha utilizzato il veleno non abbia agito d’impulso.

La Procura di Larino starebbe lavorando su un fascicolo per duplice omicidio premeditato, anche se al momento non è stata definitivamente esclusa neppure l’ipotesi di una contaminazione accidentale. Le analisi svolte con il contributo degli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino avrebbero infatti fornito elementi ritenuti importanti per ricostruire quanto accaduto all’interno dell’abitazione.

Pietracatella: i semi di ricino potrebbero essere stati raccolti durante l’estate

Un dettaglio rende particolarmente interessante l’ipotesi della premeditazione. Secondo la ricostruzione rilanciata dopo la puntata di Dentro la notizia, i semi utilizzati per ottenere la sostanza tossica potrebbero essere stati raccolti già durante l’estate, diversi mesi prima delle morti di Antonella e Sara. La maturazione dei semi avviene infatti tra la fine dell’estate e l’autunno.

Inoltre, proprio le telecamere del programma di Canale 5 avevano documentato nei mesi scorsi la presenza di piante di ricino nelle campagne non lontane da Pietracatella, dove questa pianta viene utilizzata tradizionalmente anche nei terreni agricoli. Questo non dimostra naturalmente che i semi impiegati nell’avvelenamento provengano da quei campi, ma apre uno scenario investigativo preciso: qualcuno potrebbe essersi procurato la materia prima localmente, conservarla e utilizzarla soltanto mesi dopo.

Il giallo di Pietracatella: le tracce di ricina trovate sui reperti della casa

A rendere ancora più complesso il quadro ci sono gli accertamenti effettuati sui reperti sequestrati nella casa della famiglia. Gli specialisti tedeschi hanno lavorato sui 131 campioni prelevati nell’abitazione e, secondo le informazioni emerse negli ultimi giorni, sarebbero state individuate tracce della tossina su alcuni oggetti o reperti. Gli investigatori stanno cercando soprattutto di individuare il cosiddetto “vettore”, vale a dire il cibo o la bevanda attraverso cui Antonella e Sara avrebbero ingerito la ricina. L’attenzione resta concentrata sulla cena del 23 dicembre, dopo la quale iniziarono i malori.

Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, accusò sintomi più lievi; le successive analisi, secondo quanto riportato, non avrebbero rilevato ricina nel suo sangue. Al momento, tuttavia, non è stato indicato pubblicamente un responsabile del duplice omicidio e le diverse ricostruzioni devono quindi essere considerate ancora ipotesi investigative.

Pietracatella, Gianni Di Vita avrebbe incontrato i suoceri: “Non c’entro nulla”

Nel frattempo continua a far discutere anche quanto riferito da Dentro la notizia sui rapporti tra Gianni Di Vita e la famiglia di Antonella. Secondo la ricostruzione proposta dal programma di Canale 5, Di Vita si sarebbe recato dai suoceri per ribadire la propria estraneità alla morte della moglie e della figlia. Un passaggio che si inserisce in un clima comprensibilmente molto delicato tra le due famiglie mentre le indagini sul giallo di Pietracatella vanno avanti.

Proprio il 21 settembre il fratello di Antonella e sua moglie sono stati nuovamente ascoltati in Questura a Campobasso; la cognata Giovanna ha dichiarato pubblicamente che la famiglia ritiene che quanto accaduto non sia stato accidentale e chiede di conoscere la verità. Le indagini, dunque, continuano su più fronti: analisi scientifiche, testimonianze e rapporti familiari dovranno essere incrociati per capire chi abbia portato la ricina nella casa di Pietracatella e se il piano sia stato preparato già dall’estate precedente.

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