Jessica Dalla Chiara uccisa con l’insulina, le accuse al marito Nadir Rossi: la falsa mail all’amante e la polizza da 100mila euro
Nadir Rossi avrebbe ucciso sua moglie con delle dosi letali di insulina: ecco le ultime notizie, due anni dopo la morte di Jessica Dalla Chiara
Emergono nuovi dettagli inquietanti dalle indagini sulla morte di Jessica Dalla Chiara, la donna di 32 anni deceduta nel giugno 2024 nel Veronese. Il marito, Nadir Rossi, ex infermiere di 35 anni, è stato arrestato il 29 ottobre 2026 con l’accusa di omicidio aggravato. Secondo la Procura di Verona, l’uomo avrebbe pianificato la morte della moglie, somministrandole ripetutamente insulina senza alcuna necessità terapeutica. Un piano che, secondo gli investigatori, sarebbe stato accompagnato da tentativi di depistaggio, bugie e comportamenti manipolatori.
Tra gli elementi emersi dall’ordinanza di custodia cautelare figurano una polizza assicurativa da 100mila euro, una relazione extraconiugale e persino una mail che sarebbe stata scritta dall’indagato fingendosi la moglie ormai deceduta.
Nadir Rossi, le ricerche sull’ipoglicemia e i presunti tentativi di uccidere Jessica
Per gli inquirenti, la morte di Jessica non sarebbe stata improvvisa, ma il risultato di una premeditazione iniziata diversi mesi prima. Già nell’aprile 2024, Nadir Rossi avrebbe effettuato ricerche online sulle conseguenze dell’ipoglicemia, soffermandosi anche sulla possibilità di utilizzare un abbassamento della glicemia per provocare la morte. Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, il primo tentativo di omicidio risalirebbe al 22 maggio 2024, quando Jessica venne soccorsa e ricoverata in ospedale.
La sera precedente la donna aveva inviato alla madre una fotografia, raccontandole che il marito aveva deciso di somministrarle una flebo perché aveva la pressione bassa. Durante il successivo ricovero, durato circa un mese, Nadir Rossi avrebbe provocato altre tre gravi crisi ipoglicemiche, il 26 maggio e il 3 e 8 giugno. Jessica morì nella notte tra il 23 e il 24 giugno, dopo essere tornata a casa. Gli accertamenti hanno portato gli investigatori a ipotizzare anche l’impiego di sostanze tranquillanti per rendere la donna meno reattiva.
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La falsa mail all’amante: Jessica avrebbe approvato la relazione del marito
Uno degli aspetti più sconcertanti dell’inchiesta riguarda il rapporto extraconiugale che Nadir Rossi intratteneva con un’altra donna. Secondo gli investigatori, dopo la morte della moglie l’uomo avrebbe scritto e inviato una mail all’amante fingendo che fosse stata Jessica a comporla. Nel messaggio, la donna deceduta sembrava esprimere una sorta di approvazione per la relazione tra il marito e l’altra donna.
Un espediente che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe servito a favorire un riavvicinamento sentimentale. La giudice Carola Musio, nell’ordinanza cautelare, descrive nell’indagato una tendenza alla manipolazione e alla vittimizzazione. La stessa amante, ascoltata dagli investigatori, avrebbe raccontato di avere paura e di non sentirsi al sicuro. Proprio lei, insieme ai genitori di Jessica, avrebbe insistito sulla necessità di eseguire un’autopsia per chiarire le cause della morte della giovane. Una richiesta che, secondo gli atti, avrebbe provocato nervosismo nell’indagato.
Nadir Rossi: la polizza da 100mila euro, la cremazione e la posizione della difesa
Un altro elemento centrale dell’indagine è rappresentato dalla polizza assicurativa sulla vita di Jessica, del valore di 100mila euro. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, Nadir Rossi avrebbe riscosso la somma dichiarando falsamente che la moglie era morta in seguito a un incidente. Gli investigatori ritengono inoltre che la cremazione del corpo, avvenuta senza l’autopsia richiesta dai familiari, fosse finalizzata a impedire ulteriori verifiche sulle cause del decesso.
Nadir Rossi deve rispondere anche di altre contestazioni, tra cui tentato omicidio aggravato, truffa assicurativa e reati legati alla cremazione e alla sottrazione di farmaci. La giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere, evidenziando anche il rischio di ulteriori condotte illecite. Il difensore dell’indagato, l’avvocato Giacomo Giulianelli, ha precisato che il suo assistito potrà esercitare pienamente il diritto di difesa nelle sedi competenti, sottolineando la necessità di proteggere la serenità e la riservatezza della figlia minorenne della coppia. Le accuse nei confronti di Nadir Rossi dovranno essere accertate nel procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.