Puglia, scaffali vuoti nei supermercati dopo la protesta degli autotrasportatori: iniziano a mancare anche gli alimenti
E' allarme in Puglia per le proteste degli autotrasportatori: i supermercati iniziano a svuotarsi, le ultime notizie
Non soltanto distributori di benzina a secco e lunghe code di automobilisti alla ricerca di carburante. In Puglia la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori sta provocando conseguenze sempre più pesanti anche sulla distribuzione dei generi alimentari. In diversi supermercati iniziano a svuotarsi gli scaffali, mentre le consegne delle merci subiscono ritardi e interruzioni.
La situazione più delicata si registra nella provincia di Foggia, dove i blocchi dei mezzi pesanti stanno mettendo in difficoltà l’intera catena degli approvvigionamenti. Secondo quanto riportato dalla TGR Puglia, tra i primi prodotti a scarseggiare ci sono quelli freschi, in particolare frutta e verdura, che necessitano di rifornimenti frequenti. Il timore è che, senza una soluzione rapida, le difficoltà possano estendersi anche ad altri generi alimentari e coinvolgere un numero crescente di punti vendita.
Perché i supermercati rischiano di rimanere senza prodotti: i blocchi dei tir nel Foggiano
All’origine dell’emergenza c’è la mobilitazione degli autotrasportatori e degli agricoltori, che protestano contro il caro gasolio e le condizioni economiche sempre più difficili per chi lavora nel settore. I presidi si concentrano soprattutto lungo alcune delle principali arterie stradali pugliesi, con particolare attenzione ai caselli autostradali di Candela, sull’A16, e Poggio Imperiale, sull’A14.
Il rallentamento della circolazione dei camion in Puglia sta impedendo a numerose merci di raggiungere regolarmente i centri di distribuzione e i supermercati. Il problema non riguarda necessariamente la mancanza di prodotti nei magazzini, ma l’impossibilità di trasportarli nei tempi abituali. Una situazione particolarmente complicata per gli alimenti deperibili, che non possono essere conservati a lungo. Le difficoltà si aggiungono a quelle provocate dalla protesta dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto, il cui presidio presso la raffineria Eni ha contribuito a bloccare la distribuzione di carburante. Due vertenze differenti che stanno producendo effetti pesanti sulla quotidianità dei cittadini pugliesi.
L’allarme di Confesercenti: la crisi potrebbe estendersi a tutta la Puglia
A lanciare l’allarme è anche Confesercenti Puglia, attraverso la presidente regionale Raffaella Altamura, che ha denunciato le difficoltà delle attività commerciali e chiesto un intervento urgente del Governo. In provincia di Foggia alcune catene della grande distribuzione stanno già segnalando problemi nel ricevere le forniture, mentre il blocco dei trasporti rischia di compromettere ulteriormente la situazione.
La presidente ha sottolineato come le conseguenze della protesta non riguardino soltanto le imprese, ma possano incidere direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie. Il rischio più concreto è un effetto domino che coinvolga progressivamente anche le altre province pugliesi. Non si parla, almeno per il momento, di una carenza generalizzata di alimenti in tutta la regione, ma di difficoltà localizzate che potrebbero aggravarsi con il passare delle ore. Intanto, sul fronte carburanti, la situazione è già particolarmente critica: secondo i dati diffusi da Eni e riportati dalla Rai, nella mattinata del 15 ottobre erano 150 gli impianti a marchio Eni rimasti senza carburante sui 270 presenti in Puglia.
Quanto durerà la protesta e quando torneranno pieni gli scaffali dei supermercati?
È questa la domanda che iniziano a porsi tanti cittadini pugliesi, preoccupati per le conseguenze di una mobilitazione che sta andando ben oltre i disagi alla circolazione. Al momento non è possibile stabilire quando la distribuzione delle merci tornerà completamente regolare. Molto dipenderà dall’evoluzione delle proteste, dalla possibilità di garantire il passaggio dei mezzi destinati ai rifornimenti e dagli eventuali accordi con le categorie coinvolte.
La situazione potrebbe complicarsi ulteriormente considerando che dal 16 al 20 ottobre sono previste mobilitazioni degli autotrasportatori anche in Calabria e Sicilia, con possibili ripercussioni sui collegamenti commerciali del Mezzogiorno. Nel frattempo, la Prefettura di Foggia sta seguendo l’emergenza, con particolare attenzione alla disponibilità di carburante. Per i consumatori, tuttavia, resta una grande incognita: se i blocchi dovessero proseguire, quanti altri supermercati potrebbero ritrovarsi con gli scaffali semivuoti? La speranza è che si arrivi rapidamente a una soluzione, prima che le conseguenze economiche della protesta diventino ancora più pesanti per famiglie, lavoratori e commercianti.