Terremoto Giappone, allarme nucleare e black out totale

Il popolo giapponese è in ginocchio, e non solo per il terremoto. Un altro rischio incombe su questa povera gente, il blackout totale: qualora non venissero ridotti massicciamente i consumi su scala nazionale, il paese rischierebbe di subire interruzioni generalizzate della somministrazione di corrente elettrica.

È stato il ministro degli Interni Banri Kaieda a lanciare l’allarme, che va a sommarsi alla difficoltà della situazione per i problemi derivanti dalla centrale nucleare di Fukushima e ai danneggiamenti alla rete provocati dal terremoto di venerdì scorso e dal conseguente tsunami. «Se la situazione proseguirà in questa maniera, la domanda di corrente risulterà oggi stesso di gran lunga superiore alla disponibilità tra la sera la notte, quando la domanda quotidiana di elettricità s’impennerà, e allora si debbono temere blackout imprevedibili». L’area soggetta a tale rischio è prevalentemente quella di Tokyo. Il ministro ha presentato un piano di emergenza per la fornitura di carburante alle aree colpite dal terremoto-tsunami, e il premier Naoto Kan ha autorizzato razionamenti e interruzioni programmate del servizio.

Intanto gli Stati Uniti, riguardo al nucleare, lanciano l’allarme: la situazione sarebbe ben più grave di quanto il governo giapponese voglia far credere. L’esplosione nucleare è un rischio più che mai concreto, e a poco sembrano essere servite le tonnellate d’acqua rovesciate sulla centrale di Fukushima. Il dipartimento di stato americano ha quindi invitato tutti i dipendenti americani in Giappone, circa 600, a lasciare il paese.

Anche l’ambasciata italiana mostra preoccupazione per i nostri connazionali, invitandoli vivamente ad allontanarsi dalle quattro prefetture colpite dallo Tsunami, dalle prefetture a nord della capitale e dalla capitale stessa.

Un dramma senza fine quello in Giappone, che sta lasciando tutto il mondo con il fiato sospeso.

Assunta De Rosa

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