Caos in Messico dopo la morte de El Mencho: oltre 26 morti, cosa sta succedendo
Le ultime notizie dal Messico dove dopo la morte de El Mencho è iniziata una rivolta. Ci sono almeno 26 morti
Il Messico si trova in una fase di grave tensione interna dopo l’eliminazione di Nemesio Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, il potente boss del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), una delle organizzazioni criminali più influenti e temute del paese. L’operazione militare che ha portato alla sua morte è stata considerata un importante successo per lo Stato messicano, ma ha innescato una violenta reazione su larga scala da parte dei gruppi legati al cartello.
Messico ultime notizie, l’’operazione e la figura di El Mencho
El Mencho, considerato per anni uno degli uomini più ricercati del Messico, è stato ucciso il 22 febbraio 2026 durante un’operazione congiunta dell’esercito messicano, della Guardia Nazionale e dei servizi di intelligence, che secondo fonti ufficiali ha incluso anche supporto informativo statunitense.
La sua morte rappresenta un colpo significativo per il CJNG, un’organizzazione criminale nota per il traffico di sostanze stupefacenti – tra cui fentanyl e cocaina – e per l’uso di armi pesanti e tecniche di guerriglia urbana.
Una spirale di violenze nelle strade
La notizia dell’uccisione ha scatenato una reazione immediata e violenta nelle principali zone occidentali del paese, in particolare nello stato di Jalisco e nelle aree di Guadalajara e Puerto Vallarta. Gruppi collegati al cartello hanno appiccato incendi a veicoli, bloccato le strade con barricate improvvisate e attaccato infrastrutture pubbliche e private, compresi negozi e filiali bancarie.
Scuole in diverse regioni sono state chiuse e alcune partite di calcio sono state sospese mentre le autorità tentano di contenere la situazione.
Secondo le autorità messicane, al momento ci sono almeno 26 morti confermati legati agli scontri esplosi dopo la morte di El Mencho. Tra le vittime: 17 membri delle forze dell’ordine (inclusi agenti della Guardia Nazionale, agenti della Procura e personale carcerario); una donna civile incinta; più di otto presunti membri del cartello.
Le forze di sicurezza hanno anche arrestato 27 persone, alcune per coinvolgimento diretto nei disordini e altre per aver partecipato a saccheggi di negozi e incendi di attività commerciali.
Dal Messico testimonianze di caos e reazioni internazionali
Le immagini e i video che circolano in particolare sui social e non solo sui notiziari di tutto il mondo, mostrano colonne di fumo sulle strade, autobus e automobili bruciate e un clima di paura tra civili. A Guadalajara, città che sarà sede di partite della Coppa del Mondo FIFA 2026, molte aree sono sembrate quasi deserte mentre la popolazione cercava di mettersi in sicurezza.
Anche alcune compagnie aeree – tra cui vettori statunitensi e canadesi – hanno annullato voli da e verso aeroporti in regioni colpite, tra cui Puerto Vallarta e Guadalajara, a causa dei blocchi stradali e delle tensioni in corso. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha emesso avvisi per i propri cittadini presenti in Messico, consigliando di limitare gli spostamenti, di rimanere in luoghi sicuri e di seguire le indicazioni delle autorità locali.
Le autorità messicane, pur sottolineando il valore strategico di aver eliminato uno dei più potenti boss criminali, hanno riconosciuto che la strada per ristabilire un ordine duraturo è lunga. Il rischio concreto è che la morte del leader possa innescare lotta di potere interna tra varie fazioni del cartello e nuove ondate di violenza mentre gruppi rivali cercano di riempire il vuoto lasciato da El Mencho.
La presidente Claudia Sheinbaum e le istituzioni locali stanno lavorando per mantenere la calma e garantire la sicurezza pubblica, ma l’episodio evidenzia quanto sia complessa e delicata la lotta allo strapotere dei cartelli in Messico.