Spari durante la cena di Donald Trump: chi è l’attentatore, che cosa è successo
Spari alla cena di Donald Trump: il presidente americano messo in salvo, fermato l'attentatore
La sera del 25 aprile 2026, durante la tradizionale cena annuale della White House Correspondents’ Association al Washington Hilton di Washington D.C., si è verificato un grave incidente armato che ha coinvolto indirettamente Donald Trump. Il presidente era presente all’evento insieme alla first lady Melania Trump, al vicepresidente JD Vance e a numerosi giornalisti, politici e ospiti istituzionali. Poco prima dell’inizio ufficiale della serata, alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi nei pressi dell’area di controllo sicurezza dell’hotel, provocando momenti di forte tensione e il blocco immediato dell’evento.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo armato avrebbe tentato di avvicinarsi alla zona protetta dove si trovavano le autorità federali. E’ stato fermato nel giro di pochi minuti dopo che le gli agenti hanno messo al sicuro Donald Trump.
L’evacuazione di Trump e il caos all’interno della sala
Gli agenti del Secret Service hanno reagito in pochi secondi, portando via Donald Trump e gli altri membri dell’amministrazione presenti. Testimoni hanno raccontato ai media americani scene di panico: molte persone si sono nascoste sotto i tavoli, mentre altre cercavano riparo nei corridoi dell’hotel. Alcuni giornalisti presenti, tra cui il noto anchor della CNN Wolf Blitzer, hanno riferito di aver sentito distintamente gli spari e di aver percepito odore di polvere da sparo. Trump, in una conferenza stampa successiva, ha raccontato di aver inizialmente pensato che il rumore fosse causato dalla caduta di un vassoio, prima di comprendere la gravità della situazione.
Spari alla cena di Trump, le prime reazioni politiche e mediatiche negli Stati Uniti
Le reazioni, dopo la sparatoria alla cena con Donald Trump, sono arrivate quasi immediatamente. I principali media americani hanno interrotto la programmazione per seguire gli aggiornamenti in diretta, mentre diversi esponenti politici hanno espresso preoccupazione per la crescente tensione nel clima politico statunitense. Trump ha definito l’episodio il gesto di un possibile “lupo solitario”, evitando però conclusioni premature sulle motivazioni. Durante un intervento pubblico poche ore dopo l’accaduto, ha invitato gli americani a risolvere le divergenze senza ricorrere alla violenza. L’evento è stato rinviato e gli organizzatori hanno annunciato l’intenzione di riprogrammarlo entro trenta giorni.
Spari alla cena di Trump, chi è l’attentatore e cosa è successo dopo l’arresto
Secondo le informazioni diffuse dai media americani e dalle autorità federali, il sospettato è stato identificato come Cole Tomas Allen, 31 anni, residente a Torrance, in California. L’uomo sarebbe arrivato armato con un fucile, una pistola e diversi coltelli. Le forze dell’ordine lo hanno fermato poco dopo gli spari, evitando che raggiungesse l’area principale della cena. Un agente del Secret Service è stato colpito durante l’intervento, ma il giubbotto antiproiettile ha evitato conseguenze gravi. L’attentatore di Trump non è stato ucciso: è stato arrestato e trasportato in ospedale prima di essere formalmente incriminato per reati federali legati all’uso di armi e all’aggressione contro un agente federale. Le autorità stanno ancora cercando di chiarire il movente e verificare se l’uomo abbia agito completamente da solo.