Libia, i ribelli sono pronti alla tregua


Libia – Primi spiragli di tregua, nell’ambito del conflitto libico.  Viste le difficoltà a far fronte alla controffensiva del Raìs e i dubbi della coalizione internazionale sull’invio di armi, i ribelli avrebbero deciso di tentare una nuova via, quella della mediazione. In una conferenza stampa a Bengasi gli insorti si sarebbero manifestati disponibili a un “cessate il fuoco”, a patto che il Collonnello valuti la possibilità di un esilio per sé e la sua famiglia. “Siamo a favore di una tregua – ha dichiarato Mustafa Abdel Jalil, presidente del Consiglio Nazionale Transitorio che governa le aree liberate -. A condizione che i nostri fratelli in Cirenaica abbiano piena libertà di espressione”.

Il capo del Consiglio insurrezionale ha anche chiesto che le forze fedeli a Muammar Gheddafi cessino di militarizzare i centri abitati della Tripolitania e che siano allontanati i «mercenari» di qualsiasi provenienza. Abdel Jalil ha infine ribadito che i rivoltosi non rinunceranno mai alla loro richiesta principale, cioè l’esilio per il colonnello e per la sua famiglia. Sul fronte più strettamente militare, le forze fedeli al colonnello Muammar Gheddafi hanno sferrato un attacco contro la città di Misurata con carri armati, mortai e lanciarazzi. I ribelli libici intanto stanno concentrando le loro forze nella città di Ajdabiya, in Cirenaica, con l’obiettivo di lanciare una controffensiva per riconquistare la città di Brega. Lo riferiscono fonti dei ribelli alla tv araba «Al-Jazeera». I rivoltosi hanno quindi lasciato il terminal petrolifero di Brega e il suo porto in mano alle brigate di Muammar Gheddafi, ripiegando su Ajdabiya.

Giusy Cerminara


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