Siria, cresce il numero dei morti e dei feriti

Continua la rivolta in Siria e continuano a morire i manifestanti che scendono in piazza per chiedere più libertà. Le forze di sicurezza siriane hanno sparato anche durante i funerali dei “martiri” morti durante le manifestazioni. I feriti di queste ultime sparatorie sono decine. Secondo quando ha annunciato dall’agenzia Sana, ci sono stati 17 morti tra manifestanti, agenti di polizia e forze di sicurezza, le vittime sono state uccise da gruppi armati che hanno sparato su sporadici assembramenti di persone. Solo che per le fonti dei dissidenti, non erano sporadici assembramenti, ma vere e proprie manifestazioni con migliaia di persone.

I feriti non si contano, ma sempre le fonti dei dissidenti, hanno assicurato che sono moltissimi, anche se adesso non si dirigono più in ospedale per essere curati, per paura di essere catturati dalla polizia, com’è già avvenuto. Inoltre la polizia recupera i corpi dei morti lasciati per le strade e li nasconde in ospedali militari per impedirne i funerali, che diventano nuovamente dei momenti di grandissima aggregazione e motivo per continuare la protesta con maggiore forza.

Le città più colpite sono state Marrar an Numan e Homs, ma la protesta continua in ogni parte del paese. La polizia continua ad arrestare i dissidenti, andando a prenderli casa per casa. L’Associazione democratica assira, della minoranze cristiane, ha denunciato gli arresti indiscriminati di moltissime persone, all’interno del suo quartier generale che si trova  a Qamishli, ma ha anche affermato che in questo momento sono sotto assedio delle forze di sicurezza.

I dissidenti continuano ad affrontare la polizia e le forze speciali che il presidente Assad manda loro contro, senza ricorrere alla forza e allo scontro aperto e senza l’utilizzo di armi. Ma non si può prevedere fino a quando questo possa essere possibile.

Intanto il presidente americano Barack Obama, esprime il suo disappunto per la situazione siriana, mentre la Comunità Europea, forse lunedì, potrebbe decidere ulteriori sanzioni verso la Siria.

In controtendenza il presidente Assad ha annunciato, tramite l’agenzia Sana, che una delegazione di uomini d’affari araba, si è recata a Damasco per verificare cosa avrebbero causato le riforme ai loro investimenti. Sempre secondo Assad, questi hanno aumentato i loro affari, nonostante le circostanze.

TC

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