Messico, gladiatori costretti dai narcos: nuova perversione

 La terra dei narcos, il Messico, continua a mostrare la sua cruda realtà. Terra di conquista dei narcos, ha una cattiva nomea che mette paura a tutti gli abitanti. I narcos, infatti, uccidono i vecchi, stuprano le donne e adesso si scopre che costringono gli uomini in buona salute, a battersi in una specie di arena, armati di martelli, machete e bastoni.

Un nuovo passatempo per Los Zatas, una perversione dell’ultimo e tra i più feroci cartelli della droga. Nei pressi di San Fernando, infatti, è stata rinvenuta una fossa comune con circa 200 corpi, molti dei quali avevano strane ferite alla testa.

A conferma della ferocia dei “giochi” preferiti dei narcos, sono le parole di un pentito che ha fatto conoscere l’ultima perversione che sta coinvolgendo i cartelli della droga.

Un ritorno alle origini e ai giochi romani, in cui si potevano “ammirare” uomini, precedentemente allenati, in giochi mortali quali le arene, solo per il divertimento dei potenti e delle persone libere che lavoravano per loro. Una versione reale del telefilm Spartacus, recentemente trasmesso sulla tv satellitare.

Ma questo accadeva più di duemila anni fa, in una società dove schiavitù e dominazione, erano una prassi naturale del mondo politico e sociale. Oggi queste cose, sono condannate dalle attuali leggi moderne e recluse nei meandri del passato. Gladiatori ed arene hanno lasciato il posto ad altri e più interessanti divertimenti che non includono la ferocia dei combattimenti fino alla morte, perché sono nel pieno rispetto della vita umana.

Bisognerebbe ricordarlo a questi uomini, ma è difficile, se non impossibile, dialogare con chi non si fa scrupoli ad uccidere uomini e donne solo perché sono vecchi, oppure usa violenza alle donne solo perché indifese.

Il Messico, terra dei commercianti di droga, deve affrontare anche questa nuova ferocia che mina la democrazia attuale, oltre ad annientare, nelle opinioni dei narcos, qualsiasi tipo di rispetto e umanità.

Teresa Corrado

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