Il ritiro degli Usa dall’Afghanistan non accontenta tutti

L’annunciato ritiro delle forze militari americane in Afghanistan, deciso con un calendario approvato da Barack Obama, in modo molto più repentino, ha sollevato le opzioni di non poche persone.

I primi a dichiararsi contrari al ritiro degli USA sono proprio i vertici del Pentagono che avevano suggerito un diverso piano, con un calendario molto più morbido per garantire più sicurezza non solo in suolo afgano, ma anche contro i terroristi.

A far sentire il suo dissenso anche il generale David Petraeus, responsabili delle forze americane e della nato in Afghhanistan, che si è detto contrariato dalla decisione del presidente americano che non ha seguito i suggerimenti che provengono da chi, invece, si occupa a pieno regime della missione afgana.

Anche l’ammiraglio Mike Muller, capo di Stato maggiore delle Forze armate USA, si schiera contro la decisione del presidente Obama. Ritirare 33 mila soldati entro il 2012, ha specificato l’ammiraglio, sarebbe oltremodo rischioso e un modo molto aggressivo per affrontare la situazione afgana. I rischi che un’operazione del genere causerebbero, sarebbero moltissimi e sicuramente inaccettabili.

Ma a sottolineare la linea di Obama è l’appoggio del vice presidente Joe Biden che ha sempre sostenuto la necessità di ritirare i militari al più presto dall’Afganistan.

Il governa americano, anche se ha deciso di affrettare il rientro dei propri soldati dal suolo afgano, ha comunque garantito la sua partecipazione ad iniziative di riconciliazione fra le varie fazioni del popolo dell’Afghanistan, continuando l’aiuto del rafforzamento del governo attuale e delle forze di sicurezza che lavorano già con le forze della Nato.

Per mettere a punto il piano di rientro e fare il punto sulla situazione afgana, è stato convocato un vertice a Chicago nel 2012, ai margini di un vertice del G8 che dovrebbe fare non solo il punto della situazione, ma anche dividere i compiti tra le varie forze della Nato presenti in loco e che già lavorano sulla sicurezza e la ricostruzione, come le forze italiane.

Teresa Corrado

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