Siria news: ad Hama scorre ancora sangue

Siria news – Non si ferma l’attacco delle forze di sicurezza sulla città di Hama in Siria. Dopo il violento attacco di ieri, dove sono morte 100 persone, anche stamane le forze governative hanno ripreso ad attaccare la città, uccidendo altre 5 persone. La città sotto assedio, resta un campo di battaglia, dove i civili continuano non volersi arrendere alle forze di Assad che invece continuano nel loro compito di rastrellamento e punizione, verso chi ha “osato” opporsi al governo attuale.

Non sono bastate le condanne unanime dei leader mondiali contro le operazioni dell’esercito siriano che ha sparato sulla folla inerme, né le minacce dell’Unione Europea che ha dichiarato che prenderà immediate misure di sanzioni contro il governo di Assad.

Attivisti siriani hanno anche annunciato che una nuova offensiva dell’esercito è partita nei confronti di un’altra città, Deir Az Zor, centro per la produzione di petrolio e gas del paese.

Testimoni di Hama dichiarano che in città la tensione è alta, in vista della fine del primo giorno del Ramadan. Si sospetta che possano esserci altre manifestazioni e il conseguente attacco delle milizie siriane nei confronti dei dissidenti. Molta gente, intanto, si è chiusa in casa, mentre per le strade continuano i presidi di giovani iraniani che con le loro rudimentali barricate, fatte di materassi e di ogni altro oggetto utile allo scopo, cercano di proteggere le proprie case e i propri cari contro i continui arresti portati a termine dai soldati che portano via anche persone innocenti.

Intanto un portavoce della Ue ha dichiarato che ci saranno nuove sanzioni per la Siria, dopo gli avvenimenti di ieri, mentre il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, ha chiesto una riunione urgente dell’Onu per cercare una soluzione alle violenze che si stanno perpetuando in Siria, che si riunirà stasera alle ore 23.00. Anche se oggi il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha dichiarato che “non ci sono le condizioni” per un intervento armato delle forze militari della Nato nel paese siriano.

Tutto questo accade mentre il presidente Bashar al Assad, ha elogiato le forze militari del proprio paese, senza peraltro, far riferimento agli avvenimenti di ieri e di oggi.

L’Ucraina, dopo i massacri di ieri ed oggi, ha richiamato in patria il proprio ambasciatore dalla Siria. Anche Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, che parla a nome del terzo Polo italiano, chiede che sia richiamato l’ambasciatore dalla Siria e che siano prese le stesse misure adottate per il popolo libico. Non è possibile fare differenza tra il petrolio libico e il popolo siriano.

Teresa Corrado

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