Onu, Israele risponde alla Palestina

Ieri la richiesta dell’Anp fatta direttamente da Abu Mazen, per chiedere il riconoscimento dello Stato palestinese alle Nazioni Unite, con una consegna immortalata da moltissimi fotografi all’interno dell’ufficio del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, oggi la replica di Israele.

Lo stato di Israele, rappresentato all’Assemblea generale dell’Onu che si sta svolgendo nel Palazzo di Vetro, ha ribattuto al discorso pronunciato ieri dal suo collega palestinese che ieri ha accusato Israele non solo di non volere la pace, ma anche di aver attuato un apolitica razziale contro i coloni palestinesi. Uno scontro che farà parlare ancora in questi giorni l’intera comunità internazionale, divisa sul problema palestinese, anche nella Comunità Europea.

Benjamin Netanyahu ha ribadito che la vera pulizia etnica è quella che vogliono i palestinesi, che nel loro stato non faranno entrare gli ebrei. Un segno di razzismo che va ben oltre le operazioni israeliane, che continuano a far restare comunque, all’interno dei propri territori, i cittadini palestinesi che lavorano all’interno del paese o che risiedono nelle zone ebraiche.

Il presidente Netanyahu si è anche detto disposto a sedere immediatamente ad un tavolo all’interno del Palazzo di Vetro, per cercare una reale soluzione di pace alla ormai decennale e sanguinosa situazione che persiste nei loro territori. Non ha avuto remore ad affermare che i palestinesi, prima di richiedere il riconoscimento del proprio stato, dovrebbero interessarsi a cercare la pace con Israele.

Gli Stati Uniti, per voce del presidente Barack Obama, che da anni stanno cercando di mediare una proposta di pace tra i due paesi, si sono detti però contrari ad un riconoscimento dello stato palestinese, almeno per il momento, dando la priorità alla pace tra i due stati.

Incertezza e divisioni ci sono all’interno di questa proposta che continua a creare divisioni anche tra gli alleati storici. Intanto Usa, Comunità Europea, Russia e Onu hanno intrapreso una azione per riportare Israele e Palestina ai tavoli del negoziato, impegnandosi ad arrivare ad una pace entro il 2012.

Teresa Corrado

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