Attentato a Manchester: le famiglie disperate, si cercano i ragazzi scomparsi dopo la bomba

Non ci sono parole per descrivere il dolore che stanno vivendo i genitori dei ragazzini rimasti coinvolti il 22 maggio 2017 nell’attentato all’Arena, dopo il concerto di Ariana Grande. Mentre i loro figli scappavano su quelle scale, all’uscita dell’Arena, li guardavano senza capire cosa stesse accadendo, li hanno seguito provando a correre per capire cosa succedeva. E poi hanno fatto i conti con il dramma: 22 morti, una bomba che esplode senza un perchè. E poi un altro momento tragico: la conta dei dispersi. Si cercano i bambini, i ragazzini, i giovani che erano al concerto. E quelle immagini, le foto dei bambini che non sono tornati a casa ieri, che potrebbero essere in ospedale, che potrebbero essere ancora per strada in presa allo choc, sono un pugno al cuore. Le immagini di quei visini felici straziano il cuore. Ma è tempo di reagire. E’ tempo di andare avanti. Ci vogliono togliere la tranquillità lo hanno fatto e lo stanno ancora facendo. Oggi però cerchiamo quei ragazzi che erano arrivati a Manchester per il loro primo concerto, per vedere la loro beniamina, per il regalo fatto dalla mamma, per un regalo fatto da un fidanzato. Il panico, l’angoscia, sentimenti leciti in questa giornata ma ci sono tanti ragazzini che devono tornare a casa dai loro genitori e che hanno bisogno anche di noi. Condividiamo gli appelli dei genitori distrutti dal dolore, che sperano di trovare il loro piccolo a letto in ospedale, ma che respiri ancora. E’ uno strazio vero. 

Alisha cerca Olivia, una bella ragazza dagli occhini grandi. Non sa che fine abbia fatto e condivide la sua foto sui social con la speranza che qualcuno la veda e possa dire alla famiglia che fine abbia fatto. “E’ ancora scomparsa” scrive la sua amica. E ci dice anche come era vestitata: indossava dei jeans blue, un top nero, aveva gli occhiali. Questo è solo uno dei tanti appelli che da ieri, dopo le 22,30, dopo il maledetto attentato di Manchester vengono fatti sui social. Non ci sono solo le 22 vittime , non ci sono solo i 60 morti. Ci sono anche moltissimi dispersi. Perchè la bomba è esplosa alla fine del concerto gettando il panico. Nel tentativo di mettersi in fuga molti dei ragazzi sono caduti, si sono fatti male da soli anche senza esser stati colpiti dalla bomba, hanno perso probabilmente il loro cellulare e potrebbero essere ovunque in cerca dell’abbraccio di un loro caro. Questo è solo uno dei tantissimi appelli fatti durante la notte, mancano ancora molti ragazzini all’appello, molti di loro sono persino minorenni. I media inglesi parlano di strage di innocenti e non sbagliano. E’ davvero una strage. L’ennesima però. 

E sui social gli appelli dei ragazzini che cercano il loro migliore amico, che cercano una cuginetta, che cercano una sorella, che cercano un fidanzato straziano davvero il cuore. Le loro facce sono sorridenti sulle foto dei social, sono volti di ragazzi usciti di casa per una serata di gioia. Sono volti ai quali qualcuno ha tolto la luce e la gioia. 

#missingInManchester è l’hashtag che in queste ore viene usato per lanciare gli appelli su Facebook e si Twitter. Se siete a Manchester, se pensate di avere amici in quel posto, condividete anche voi gli appelli, aiutate queste famiglie disperate a ritrovare, dopo l’ennesima strage, i loro cari. 

 

La polizia di Manchester ha attivato inoltre un numero utile per le richieste di aiuto e per le segnalazioni: per qualsiasi cosa si può chiamare lo  0161 856 9400.

 

 

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