Pensioni quota 100 ultime notizie, si può andare in pensione anche dopo il 2021


pensioni quota 100

Le pensioni quota 100 sono una misura sperimentale per il triennio 2019-2021. Ci sono però dei lavoratori che potrebbero andare in pensione con questa formula anche dopo il 2021. Infatti, chi matura i requisiti minimi richiesti entro questo triennio, può accedere alla pensione anche al termine dei tre anni di sperimentazione della misura. Ricordiamo che il requisito anagrafico per le pensioni quota 100 è di 62 anni di età mentre gli anni di contributi versati devono essere 38. Scopriamo quali sono le ultime notizie.

PENSIONI QUOTA 100 ULTIME NOTIZIE, ECCO CHI PUO’ LASCIARE IL LAVORO DOPO IL 2021

Le pensioni quota 100 sono una misura sperimentale della durata triennale: dal 2019 al 2021. Chi matura i requisiti in questo arco temporale, può lasciare il lavoro anche dopo il 2021 presentando la domanda. Insomma, se si compiono 62 anni di età e si raggiungono anche i 38 anni di contributi entro l’ultimo giorno del 2021, si può presentare la domanda per la quota 100 anche al termine della fase sperimentale prevista.

PENSIONI QUOTA 100, LE FINESTRE DI USCITA DAL LAVORO

Le finestre per lasciare il lavoro con la quota 100 sono di tre mesi per i lavoratori del settore pubblico. I primi a poter andare in pensione già ad aprile 2019 sono proprio loro. Invece la prima finestra per i dipendenti pubblici è stata fissata a luglio 2019. Dopodiché, alla maturazione dei requisiti dovranno passare tre o sei mesi per lasciare il lavoro.

ASSEGNO PENSIONISTICO E DIVIETO DI CUMULO CON ALTRI REDDITI

L’assegno pensionistico sarà inferiore rispetto a quello che si percepirebbe andando in pensione all’età prevista dalla Legge Fornero. Questo però non dipende da penalizzazioni ma dal calcolo degli anni di contributi versati, ovviamente inferiore.

Tuttavia ci sono delle restrizioni per chi decide di andare in pensione con la quota 100. Non si potrà infatti parallelamente lavorare e percepire redditi annuali superiori ai 5mila euro lordi. Questi devono essere percepiti con lavoro occasionale.

OPZIONE DONNA E PENSIONE ANTICIPATA

Oltre alle pensioni quota 100, nella riforma delle pensioni ci sono anche la proroga dell’Opzione donna e la pensione anticipata. Con la prima le donne nate entro il 31 dicembre 1960, lavoratrici dipendenti, possono lasciare il lavoro con 35 anni di contributi. In questo caso, il calcolo contributivo porta a penalizzazioni evidenti sull’importo. Con la pensione anticipata, grazie al blocco dell’adeguamento alle aspettative di vita, si potrà andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi per le donne. Dunque i lavoratori hanno a disposizione diverse possibilità per lasciare il lavoro nel 2019.

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