Pensioni quota 100 ultime notizie, si può non lavorare durante la finestra di 6 mesi?


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Pensioni quota 100 ultime notizie, si può non lavorare durante la finestra di 6 mesi? Questa è una delle domande dei pensionati che scelgono questa opzione per lasciare il lavoro in anticipo. La finestra di 6 mesi è prevista per i pensionati della pubblica amministrazione. Bisogna dunque fare intanto chiarezza sulla decorrenza della pensione dal momento in cui si maturano i requisiti. Infatti, quando si inoltra la propria domanda di uscita anticipata, bisogna anche comunicare il preavviso e attendere 6 mesi per ottenere l’erogazione della pensione. Scopriamo come funziona tutto questo per i pensionati.

PENSIONI QUOTA 100 ULTIME NOTIZIE, BISOGNA LAVORARE DURANTE LA FINESTRA DI SEI MESI?

A quanto pare, coloro che inoltrano la domanda di pensionamento, non devono necessariamente lavorare nei 6 mesi precedenti la decorrenza della pensione. E’ comunque necessario fare le dovute comunicazioni nel caso in cui si decidesse di lasciare il lavoro grazie alle pensioni quota 100. Infatti bisogna presentare un preavviso all’amministrazione presso la quale si lavora. Nel periodo della finestra di 6 mesi, stando a quanto riportato nel Decreto n. 4 del 2019 contenente proprio la misura delle pensioni quota 100, il lavoratore può continuare a lavorare ma non è obbligato. Il preavviso va comunicato al datore di lavoro con un preavviso di 6 mesi dalla decorrenza della pensione.


PENSIONI QUOTA 100, TUTTI I REQUISITI E I PALETTI PER LASCIARE IL LAVORO CON QUESTA MISURA

Ricordiamo intanto quali sono i requisiti per andare in pensione con questa misura. Per accedere alle pensioni quota 100, il lavoratore deve aver compiuto 62 anni di età e aver versato 38 anni di contributi. Esiste il divieto di cumulo con altri redditi da lavoro dipendente. E’ concesso solo un reddito entro i 5mila euro lordi l’anno da percepire come lavoro autonomo ed occasionale. Esistono delle finestre di uscita dal mondo del lavoro per coloro che scelgono tale formula. Per i dipendenti pubblici, come abbiamo spiegato, le finestre mobili sono di 6 mesi. Per i dipendenti privati, le finestre sono di 3 mesi. I lavoratori della scuola devono invece attendere una finestra annuale per garantire la continuità scolastica. Questa misura ha l’obiettivo di favorire il turnover generazionale delle forze lavoro nel settore pubblico e privato. Lo scopo del Governo è quello di favorire l’uscita dei lavoratori prima del previsto e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. La misura è stata oggetto di diverse critiche perché ritenuta da molti non sostenibile nel lungo periodo, a causa della spesa pubblica necessaria. E’ inoltre nel mirino dell’Ue per quanto riguarda il debito pubblico italiano.


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