Pensioni anticipate news, Quota 102 e altre possibili alternative a Quota 100

Pensioni anticipate, Quota 102 e altre possibili alternative a Quota 100

Torniamo a parlare di pensioni con le ultime news sul tema. Il Governo dovrà a breve concentrarsi sulle pensioni anticipate, soprattutto alla luce del fatto che Quota 100 verrà definitivamente cancellata con il 31 dicembre 2021. E allora urge trovare soluzioni alternative per consentire ai lavoratori prossimi alla pensione, di andarci senza penalizzazioni troppo alte. In queste settimane si sta tanto parlando della Quota 102 che è stata attualmente individuata come la soluzione più probabile dopo l’addio a Quota 100. Ma, secondo gli esperti, i rischi che la Quota 102 possa concretizzarsi sarebbero elevati. E allora quali potrebbero essere le strade da percorrere in tema di pensioni anticipate? Facciamo il punto della situazione per capire quelle che potrebbero essere ad oggi le soluzioni più favorevoli da poter sfruttare nel 2022 per salutare il mondo del lavoro.

Pensioni anticipate news, ecco Quota 102


Quota 102 consentirebbe di andare in pensione a 64 anni di età anagrafica (indicizzata alla aspettativa di vita) e 38 anni di contributi di cui non più di 2 anni figurativi (esclusi dal computo maternità, servizio militare, riscatti volontari). Un’opzione che al momento sembrerebbe poter regalare discreti margini di sicurezza ai lavoratori prossimi alla pensione. Inoltre questa opzione prevederebbe dei “vantaggi” per alcune categorie di lavoratori. Per le donne, per esempio, con l’ipotesi di uno sconto di 8 mesi per ogni figlio avuto fino ad un massimo di 24 mesi. E ancora per i caregiver, con lo sconto di un anno per coloro che assistono da almeno 5 anni un familiare con handicap grave. E infine per i lavoratori precoci con una maggiorazione del 25% gli anni di lavoro prestati tra i 17 ed i 19 anni.

Pensioni anticipate news, altre alternative a Quota 100

Un’altra alternativa a Quota 100 potrebbe essere Quota 92 che consentirebbe di uscire dal mondo del lavoro a 62 anni con 30 anni di contributi con un taglio però decisamente altino sull’assegno. Una soluzione, questa, che non convincerebbe i sindacati che a loro volta chiedono una soluzione che possa essere valida per tutti allo stesso modo, a prescindere se uomini o donne. I sindacati propongono infatti Quota 41 che prevederebbe la possibilità di pensionamento una volta raggiunti i 41 anni di contributi, per tutti i tipi di lavori. Ma al momento siamo ancora nell’abito delle ipotesi e occorrerà attendere affinché l’Esecutivo si pronunci. Al momento, Mario Draghi e il suo staff hanno congelato il capitolo pensioni, presi da questioni più urgenti legate ovviamente alla pandemia. Ma una soluzione andrà trovata visto che al momento si è ancora in alto mare.

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