Pensioni anticipate, siglato l’accordo per l’uscita a 62 anni

Pensioni anticipate, siglato l'accordo per l'uscita a 62 anni

Da tantissime settimane ormai Governo e Sindacati sono a lavoro per individuare un’alternativa valida a Quota 100 (cancellata nel 2022) in tema di pensioni anticipate. Di ipotesi in tutto questo tempo se ne sono state fatte tante: Quota 92, Quota 102, Quota 41, la doppia quota proposta dal presidente Inps, Tridico.

Ma oggi sembra ufficiale l’accordo tra Governi e Sindacato per raggiungere la pensione anticipata a 62 anni con 38 di contributi versati grazie alla modifica del contratto di espansione attualmente in essere. Certo, ancora ci sarà molto da fare per mettere a punto la Riforma Pensioni ma questo primo accordo segna un importante passo in avanti verso il futuro. D’altronde ormai è certo che Quota 100 verrà cancellata definitivamente con il 31 dicembre 2021. Serve allora trovare un’alternativa valida per salutare il mondo del lavoro senza eccessive penalizzazioni.


Pensioni anticipate, siglato l’accordo per l’uscita a 62 anni


Come anticipato, l’uscita a 62 anni sembra ormai cosa fattibile. La novità è che questa possibilità potrà essere sfruttata come alternativa al licenziamento e non per forza come scelta del lavoratore. Insomma è questa che consentirebbe un cambiamento rispetto a tutto quello che si è detto nelle scorse settimane. Sarà dunque rivisto il contratto di espansione ovvero la possibilità fornita alle aziende di prevedere uno scivolo pensionistico al posto del licenziamento. Il contratto di espansione, fino a oggi, è stata una possibilità fornita solo e esclusivamente alle aziende con più di 1000 dipendenti. Secondo quanto voluto da Mario Draghi, invece, adesso la stessa possibilità sarà data anche alle aziende con più di 250 dipendenti.

Tra le tante novità del DL Sostegni bis pensato da Mario Draghi, anche la possibilità di offrire il pensionamento anticipato ai propri dipendenti a 62 anni, con un sostegno aziendale. Insomma la possibilità di raggiungere la pensione anticipata a 62 anni con le aziende che potrebbero sfruttare il prepensionamento incentivate dal Governo sembra essere una manovra utile e mirata a evitare licenziamenti collettivi. D’altronde, con la crisi economica che imperversa nell’Italia da molti anni ormai e che si è accentuata nell’ultimo anno e mezzo a causa del Covid, la paura di licenziamenti in tronco è molta. Fino a oggi non è stata possibile perché il Governo ha garantito la cassa integrazione ponendo il divieto di licenziamento ma, non appena questo divieto cadrà, la paura di vedere molti italiani vicini alla pensione perdere il lavoro è molta.

I Sindacati, comunque, sembrano essere scettici sulle presunte modifiche al contratto di espansione che potrebbe forse essere in grado di aiutare le aziende nell’immediato ma non risolverebbe del tutto il problema. Andrebbe insomma pensata una soluzione definitiva al pensionamento anticipato.

3 responses to “Pensioni anticipate, siglato l’accordo per l’uscita a 62 anni

  1. L’articolo è scorretto e fuorviante.
    Infatti l’uscita a 62 anni è un allargamento del contratto di espansione e non riguarda la grande platea dei lavoratori in attesa di pensione.

    1. La possibilità di raggiungere la pensione a 62 anni è proprio frutto della modifica del contratto di espansione che ha come obiettivo primario quello di evitare licenziamenti da parte di molte più aziende che potrebbero trovarsi in difficoltà a causa della persistente crisi economica

  2. Ma insomma, è una questione di misura! Le novità proposte dal governo per il contratto di espansione (abbassamento soglia da 250 a 100 addetti) potranno riguardare, forse, circa 30 mila lavoratori in più, nel 2021. Scrivere che è stato siglato l’accordo per l’uscita a 62 anni è pertanto illusorio per almeno un milione di persone. Perlomeno informarsi, prima di dare informazioni assurde…

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