Pensioni anticipate ultime news: arriva lo scivolo di 5 anni per i lavoratori

Pensioni anticipate ultime news

Il tema delle pensioni anticipate continua a tenere banco soprattutto adesso che ci stiamo avvicinando alla fine di Quota 100 che sarà definitivamente cancellata con il 31 dicembre di quest’anno. I Sindacati da tempo chiedono che si arrivi all’individuazione di una valida alternativa a questa misura e nelle ultime ore il Governo sembrerebbe aver individuato intanto una prima soluzione per le aziende che potrebbero mandare in pensione su base volontaria i lavoratori fino a 5 anni prima rispetto a quelli che sarebbero i requisiti fissati per la pensione di vecchiaia o precoce.

Viene infatti potenziato il contratto di espansione che prima era riservato solo ad aziende che vantavano un numero molto alto di dipendenti e che adesso si allarga invece anche alle medie imprese consentendo quindi una platea più ampia di beneficiari. Un primo passo per la Riforma Pensioni sulla quale ancora tanto si dovrà lavorare anche perché i sindacati trovano lo scivolo di 5 anni “promosso” dal Governo una possibilità troppo onerosa per le aziende che vorranno sfruttarlo. Ma andiamo con ordine.

Pensioni anticipate ultime news: ecco lo scivolo dei 5 anni

Non si può insomma parlare di fumata bianca visto che, nonostante il ritocco del contratto di espansione, i Sindacati non sono certo soddisfatti. A seguito delle modifiche del Governo inserite nell’ultimo decreto, i lavoratori potranno ottenere la pensione anticipata ma per le aziende che usufruiranno della nuova possibilità voluta dal Governo Draghi la spesa non sarà irrisoria. Insomma questo primo ritocco al contratto di espansione non appare, agli occhi dei Sindacati, una soluzione degna del post Quota 100. L’impressione è che la strada sarà ancora lunga e che il dibattito sulle pensioni anticipate si protrarrà ancora per molto tempo.

Quella che si va cercando è una soluzione che possa consentire ai lavoratori che hanno intenzione di andare in pensione di andarci senza troppe penalizzazioni sull’assegno. Lo scaglione dei 5 anni che potrebbero sfruttare le aziende con un organico di minimo 100 dipendenti sembra essere una soluzione solo in parte. E’ vero che le aziende che potrebbero beneficiare di questa novità sarebbero molte di più ma è altrettanto vero che si troverebbero a sostenere anche costi impegnativi. 

Il contratto di espansione permetterebbe di ridurre l’orario di lavoro. Questa opzione potrebbe essere sfruttata anche dai dipendenti privi dei requisiti per accedere allo scivolo. In queste situazioni sarebbe prevista, secondo l’ultimo decreto del Governo, una speciale cassa integrazione a costo zero per l’azienda con riduzione massima dell’orario pari al 30%.

Saranno settimane intense in cui Sindacati e Governo cercheranno nuovi punti di incontro. Non ci resta che attendere.

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