Pensioni anticipate 2022, l’Ape Sociale diventa super per evitare lo scalone

Pensioni anticipate 2022, l'Ape Sociale diventa super per evitare lo scalone

L’Ape Sociale diventa “super” e nel 2022 sarà a tutti gli effetti un’opzione da sfruttare per andare in pensione anticipata. Dopo la cancellazione di Quota 100, che avverrà col 31 dicembre 2021, Governo e Sindacati non hanno ancora trovato un punto di incontro considerato non troppo svantaggioso per i lavoratori. Ma quali sono le ultime notizie sul tema? Come sempre tante e anche contrastanti, perchè di certo e definitivo, c’è ancora poco.

E allora si stanno facendo una miriade di ipotesi sulle soluzioni da adottare dopo Quota 100 ma la verità è che il vero protagonista è il tanto temuto scalone contemplato dalla Legge Fornero che, in mancanza di alternative valide, tornerebbe a essere uno dei pochi modi per guadagnare anzitempo la pensione. Ma la fregatura sarebbe dietro l’angolo perché i lavoratori, dal 2021 al 2022, si dovrebbero a poter andare in pensione cinque anni più tardi. In tutta questa situazione piuttosto ingarbugliata, l’Ape Sociale potrebbe essere una soluzione da adottare. Ecco le ultime news.

Pensioni anticipate 2022, l’Ape Sociale diventa super per evitare lo scalone

Finora l’Ape Sociale è stata utilizzata soltanto da una certa parte di lavoratori. Secondo le ultime news sulle pensioni anticipate nel 2022, invece, questa opzione potrebbe essere allargata a molte più persone. Questo allora consentirebbe a molti lavoratori di guadagnare la pensione anticipata senza dover aspettare altri cinque anni in più, quelli previsti dalla Legge Fornero. 

A oggi l’Ape Sociale è un’opzione utilizzabile da disoccupati che da almeno 3 mesi hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante, oppure dai caregiver ovvero da quelle persone che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità. E ancora, possono a oggi sfruttare l’Ape Sociale gli invalidi civili almeno al 74% con almeno 30 anni di contributi e i lavoratori alle prese con mestieri usuranti (in questo caso però servono specifici requisiti).

Con l’Ape Sociale che diventa super, invece, nel 2022 potrebbero essere molte di più le categorie contemplate. Il Governo ha lasciato intendere che si muoverà proprio in questo senso per consentire ai lavoratori di poter guadagnare la pensione con 63 anni e con 30-36 anni di contributi versati a seconda dei casi. Insomma una soluzione sicuramente meno impattante rispetto alla Legge Fornero che, in mancanza di nuove alternative garantite dal Governo, resta adesso l’opzione più concreta per andare in pensione anticipata.

I Sindacati non sono d’accordo col punto di vista del Governo e continuano a individuare in Quota 41 la soluzione che maggiormente strizza l’occhio ai lavoratori. Ma Mario Draghi ha lasciato intendere di considerarla troppo costosa per le sue casse e difficilmente la terrà in considerazione.

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