Riforma Pensioni 2022: ultime news su Quota 102 e calcolo dell’assegno

Riforma Pensioni 2022: ultime news su Quota 102 e calcolo dell'assegno

Occupiamoci di Riforma Pensioni 2022 per capire quale futuro attenderà i lavoratori prossimi alla pensione nel prossimo anno. Questioni più urgenti, legate alla politica internazionale, hanno indotto il Governo Draghi a lasciare momentaneamente da parte il capitolo legato alle pensioni. Che però rappresenta un tema piuttosto caldo e motivo di discussione frequente tra Sindacati e Governo. E allora cosa sappiamo, ad oggi, sulla Riforma Pensioni e su quello che accadrà alla Quota 102, a oggi arrivata in soccorso della Quota 100, cancellata al 31 dicembre del 2021? E come sarà calcolato l’assegno che manderà ufficialmente in pensione i lavoratori? Sono tanti i temi su cui soffermarsi, di seguito ecco le ultime novità in attesa di notizie certe che potrebbero arrivare già entro l’estate, quando Sindacati e Governo potrebbero trovare un punto di accordo.

Riforma Pensioni 2022: ultime news su Quota 102 e calcolo dell’assegno

Il primo nodo da sciogliere è quello legato alle pensioni anticipate: se non si troverà una valida soluzione,  la Legge Fornero tornerebbe in vigore così com’è dal gennaio 2023 penalizzando non poco alcune categorie di lavoratori che andrebbero in pensione con assegni molto più bassi delle aspettative. I Sindacati hanno già palesato le loro richieste: vorrebbero l’estensione della flessibilità in uscita a partire dai 62 anni o in alternativa con 41 di contributi a prescindere dall’età, consentendo così ai lavoratori di poter scegliere quando andare in pensione senza però penalizzazioni per chi ha iniziato a versare prima del 1996. 

E Quota 102? La soluzione varata in extremis dal Governo per l’anno in corso non sembra essere destinata a trovare conferma per il 2023. Consente di mandare in pensione coloro che raggiungano i requisiti di età anagrafica pari a 64 anni e di anzianità contributiva pari a 38 anni (quota 102, appunto).

Pensioni anticipate 2022: resta in lizza la proposta di Tridico

C’è poi la proposta del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che resta più valida che mai, soprattutto perché gode della fiducia del Governo. Erogare cioè a chi lascia il lavoro a 64 anni solo la parte contributiva dell’assegno maturata fino a quel momento e aspettare poi i 67 anni di età per pagare la quota retributiva. Una soluzione che piacerebbe tantissimo al Governo che avrebbe dunque tempo per rifiatare e trovare i soldi per pagare i pensionati. I Sindacati nicchiano, ma certamente sanno bene che questa proposta sarebbe comunque più vantaggiosa della Legge Fornero che prevederebbe il ricalcolo dell’assegno contributivo, con finestre di uscita dai 64 anni di età con almeno 20 di contributi e un taglio complessivo dell’assegno intorno al 30%.

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