Caro carburanti, Eni taglia i prezzi per agricoltori e pescatori dopo giorni di proteste

Eni ha deciso di tagliare i prezzi per il carburante per agricoltori e pescatori: ecco i nuovi costi

caro carburanti eni

Una riduzione del 20% sul prezzo dei carburanti per agricoltori e pescatori, due categorie che nelle ultime settimane hanno denunciato con forza le conseguenze dei rincari. Eni ha annunciato oggi, 2 ottobre 2026, l’estensione della riduzione dei prezzi dei carburanti commercializzati da Enilive al mondo dell’agricoltura e della pesca. Una decisione che arriva in un momento particolarmente delicato, dopo giorni di manifestazioni, presidi e proteste contro il caro carburante che hanno interessato soprattutto Sicilia e Calabria.

Eni, sconto del 20% sui carburanti per agricoltura e pesca

Gli attuali clienti Enilive potranno acquistare da oggi gasolio e benzina destinati all’uso agricolo e alla motopesca con uno sconto del 20% al netto dell’Iva. La riduzione resterà in vigore fino al 31 ottobre 2026, ma Eni ha già precisato che potrà essere prorogata fino alla fine dell’anno in base all’andamento del mercato e alla disponibilità dei prodotti. La misura rientra nell’iniziativa “Eni per l’Italia” e segue il tetto ai prezzi di gasolio e benzina introdotto dal 28 settembre nelle stazioni Enilive aderenti.

Per la rete stradale Eni aveva fissato un price cap di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina, spiegando la forte crescita dei prezzi anche con la contrazione dell’offerta internazionale di prodotti raffinati e con la riduzione della capacità di raffinazione europea.

Le proteste degli agricoltori contro il caro carburante

L’intervento destinato al settore primario arriva dopo giornate molto difficili. Il 28 settembre agricoltori e allevatori sono scesi in strada in Sicilia e Calabria, organizzando presidi e blocchi contro il caro carburante e l’aumento generale dei costi di produzione. In Sicilia sono stati segnalati sit-in sulla Palermo-Agrigento e sulla statale 117 bis Gela-Catania, con trattori e produttori mobilitati per chiedere interventi concreti.

In Calabria la protesta ha coinvolto diverse zone della regione con presidi e blocchi a singhiozzo: secondo quanto riportato dall’ANSA, circa duemila persone hanno partecipato complessivamente alle iniziative del 28 settembre tra la statale 106 e l’autostrada Salerno Reggio Calabria ( con una manifestazione indetta proprio per oggi). Tra le richieste avanzate dai manifestanti non c’è soltanto una risposta al costo del carburante, ma anche maggiore attenzione ai costi di produzione e allo squilibrio tra quanto viene riconosciuto ai produttori e i prezzi finali.

Anche i pescatori chiedono aiuto: il peso del gasolio sui pescherecci

Particolarmente delicata è anche la situazione della pesca. Il primo tetto introdotto da Eni per i carburanti della rete stradale, infatti, non si applicava ai rifornimenti nei porti dei pescherecci. Confcooperative Agroalimentare e Pesca aveva denunciato prezzi del gasolio per la pesca compresi tra 1,30 e 1,70 euro al litro e rincari che, in alcuni casi, avrebbero raggiunto il 200%.

Per un peschereccio medio da 350 kW, secondo i calcoli comunicati dall’associazione, l’aumento può tradursi in circa 45mila euro di spesa aggiuntiva annua. Anche per questo sono state organizzate iniziative di protesta: a Lampedusa i pescatori aderenti al Cogepa avevano annunciato per il primo ottobre uno sciopero e una manifestazione contro il caro carburante, chiedendo soluzioni concrete per consentire alle imprese di continuare a lavorare.

Lo sconto Eni arriva nel pieno della mobilitazione

È dunque in questo clima che arriva la nuova decisione di Eni. L’estensione dello sconto del 20% a gasolio e benzina per uso agricolo e motopesca risponde almeno in parte a una delle questioni sollevate in questi giorni dalle categorie più esposte all’aumento dei costi energetici. L’azienda presenta l’iniziativa come un ulteriore contributo di solidarietà al Paese e a due settori considerati strategici come agricoltura e pesca.

Resta adesso da capire quale sarà l’impatto concreto della riduzione sui bilanci delle aziende e, soprattutto, se lo sconto verrà effettivamente prolungato oltre il 31 ottobre. Le mobilitazioni di questi giorni mostrano infatti come il problema non riguardi soltanto il prezzo alla pompa, ma un aumento più generale dei costi che agricoltori e pescatori sostengono di non riuscire più ad assorbire.

Aggiungi UltimeNotizieFlash alle tue fonti preferite su Google

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.