Shein, utili in calo del 67%: che cosa sta succedendo?

Che cosa sta succedendo al colosso Shein? Utile netto in fortissimo calo: è sceso del 67% rispetto a un anno fa

shein in perdita

Non è iniziata nel migliore dei modi l’avventura di Shein alla Borsa di Hong Kong. A meno di un mese dalla quotazione, il colosso del fast fashion ha presentato i suoi primi risultati da società pubblica e i numeri hanno immediatamente riacceso i dubbi degli investitori sulla capacità del gruppo di difendere i propri margini in un contesto internazionale sempre più complesso. Nel secondo trimestre l’utile netto rettificato di Shein è sceso del 67% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, fermandosi a 228 milioni di dollari.

I ricavi sono invece cresciuti appena dello 0,9%, raggiungendo circa 11,08 miliardi di dollari. Il margine si è così ridotto dal 6,2% al 2,1%. Risultati che hanno avuto immediate conseguenze in Borsa, dove il 29 settembre le azioni sono arrivate a perdere fino al 14%, toccando un nuovo minimo dalla quotazione.

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Dal debutto a Hong Kong il titolo Shein ha perso terreno

La quotazione di Shein era già partita senza l’entusiasmo che probabilmente la società avrebbe sperato di incontrare sul mercato. Il gruppo ha debuttato a Hong Kong il 1° settembre 2026, dopo un lungo percorso e i precedenti tentativi di quotazione a New York e Londra. Il prezzo dell’IPO era stato fissato a 48,56 dollari di Hong Kong per azione, attribuendo alla società una valutazione di circa 26,3 miliardi di dollari, lontanissima dal picco vicino ai 100 miliardi raggiunto nelle raccolte private del 2022.

Già nella prima giornata il titolo era arrivato a perdere il 10%, salvo poi recuperare quasi completamente nel finale. Nelle settimane successive, però, la discesa è proseguita: alla chiusura del 28 settembre le azioni avevano perso il 27,3% rispetto al prezzo dell’IPO e nella seduta successiva hanno segnato un nuovo minimo. La capitalizzazione è così scesa intorno ai 17 miliardi di dollari.

Dazi e costi di trasporto mettono sotto pressione il modello Shein

Dietro il forte calo della redditività ci sono soprattutto fattori che colpiscono direttamente uno dei punti centrali del modello di business di Shein: vendere capi a prezzi molto bassi e spedirli rapidamente in tutto il mondo. Il presidente e fondatore Xu Yangtian ha indicato tra le principali cause l’aumento dei prezzi del petrolio e dei costi di trasporto provocato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Per un’azienda che fa ampio ricorso al trasporto aereo, l’aumento del carburante e delle tariffe di spedizione può avere un impatto particolarmente significativo. A questo si aggiungono i cambiamenti sul fronte doganale e le nuove tariffe sulle spedizioni e sulle importazioni nei mercati occidentali. I costi di fulfillment di Shein sono aumentati del 18,1% nel trimestre, un dato che ha contribuito alla forte compressione dei margini.

Vendite in calo in Europa e negli Stati Uniti: Shein cerca una nuova strategia

Le difficoltà non riguardano soltanto i costi. Nel trimestre concluso a giugno, le vendite di Shein in Europa sono diminuite del 13,9% a 3,77 miliardi di dollari, mentre negli Stati Uniti sono scese del 6% a circa 2,5 miliardi. La crescita complessiva dei ricavi è stata sostenuta soprattutto da altri mercati, tra cui l’America Latina. Per rispondere alle nuove pressioni, Shein punta ora a modificare almeno in parte la propria strategia: tra le priorità indicate dalla società ci sono l’aumento delle scorte presenti direttamente in Europa, nuovi investimenti nella capacità di magazzino in Polonia e una maggiore presenza nelle fasce di abbigliamento con prezzi più elevati, nel tentativo di migliorare la redditività.

Xu Yangtian ha comunque avvertito che nella seconda metà del 2026 il contesto esterno potrebbe rimanere incerto, soprattutto per quanto riguarda dazi e volatilità dei costi logistici. Black Friday e Natale diventeranno quindi un banco di prova particolarmente importante per capire se Shein riuscirà a rilanciare le vendite e, soprattutto, a recuperare parte dei margini perduti.

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