Champions, il Malaga castiga il Milan: ennesima sconfitta

Mai titolo della Gazzetta dello sport fu più azzeccato: “Povero diavolo” e aggiungiamo noi “che pena mi fa”. Che pena che fa questo Milan ai tifosi che sono costretti a vedere in campo una squadra messa insieme senza uno schema, senza un perchè. Una squadra che entra in campo sapendo già che l’obiettivo è quello di non fare una figuraccia. Di certo quella contro il Malaga di ieri non è stata la partita peggiore dei rossoneri, entrambe le squadre non hanno brillato. La differenza l’ha fatta il Malaga che ha attaccato e messo paura alla squadra di Allegri; a proposito dell’allenatore rossonero “rassicura” tutti dicendo che lui non lascerà. Peccato che i tifosi vorrebbero un rinnovamento; sanno che il Milan quest’anno come magari anche il prossimo, in particolare se i vertici saranno sempre gli stessi, non andrà molto lontano. Vogliono però vedere qualcosa di più: l’impegno, la forza, il coraggio. Tutte le caratteristiche che facevano il Milan forte in Europa e in Italia. Che il ciclo si fosse chiuso lo avevano ben capito tutti ma il finale può essere ancora cambiato.

Malaga-Milan 1-0: sconfitta anche in Champions

Non sorride neanche la Champions al Milan anche se la situazione non è irrecuperabile. Il Milan infatti ha portato a casa 4 punti in questo girone. I problemi reali sono altri: se anche il Milan continuasse il suo percorso dove arriverebbe? A una sonora eliminazione e umiliazione negli ottavi? A questo punto meglio uscire prima. Ma del resto che ieri sarebbe stata una gara persa in partenza lo si era capito leggendo la formazione: scegliere Acerbi e Costant per una gara, quella di Champions che vale forse una stagione, soprattutto per il mister, fa capire che c’è qualcosa che non va.

Ci pensa poi Joaquin a castigare il Milan. Prima sbaglia un rigore ma poi rimedia con un gol che condanna la squadra di Allegri alla sconfitta. Il mister rossonero ha davvero perso l’ultimo treno? Mentre lui dice di essere sicuro al comando del Milan un altro nome spunta all’orizzonte: quello di Rijkaard.

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