Malpensa, parcheggi in mano alla ‘ndrangheta: 35 persone sono state arrestate


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All’aeroporto di Malpensa i parcheggi erano nelle mani della ‘ndrangheta. Si tratta del Malpensa Car Parking e del Parking Volo Malpensa, di Ferno e Cardano al Campo (Varese). Metà delle quote della società Star Parkings srls sono state poste sotto sequestro nella mattinata di oggi per ordine di Alessandra Simion, Gip di Milano. Inoltre sono state arrestate 35 persone per l’ipotesi di reato di associazione mafiosa con lo scopo di effettuare estorsioni, lesioni e violenze private. Per 28 di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altre 7 sono state poste agli arresti domiciliari.

LA ‘NDRANGHETA GESTIVA I PARCHEGGI ALL’AEROPORTO DI MALPENSA, L’INCHIESTA

L’inchiesta delle pm Cecilia Vassena e Alessandra Cerreti ha fatto emergere la ricostituzione della ‘ndrangheta di Legnano – Lonate Pozzolo. I ritorno dell’associazione è conseguente alle scarcerazioni avvenute tra il 2015 e il 2017 per fine pena degli esponenti condannati in un precedente processo. Tra loro troviamo Emanuele De Castro, Vincenzo Rispoli e Mario Filippelli. Nell’ambito di tale riorganizzazione Filippelli si occupa dei canali criminali tradizionali, mentre De Castro investe proprio nei parcheggi di Malpensa.


Grazie alle dichiarazioni di un imprenditore del settore che aveva rifiutato di fare affari con la ‘ndrangheta, si è risaliti alla verità. L’uomo ha registrato tutte le conversazioni intercorse con i criminali, per poi consegnare tutti ai pm. All’imprenditore era stato detto di non comprare il terreno nel comune di Ferno, facendolo diventare un parcheggio per l’aeroporto, per non fare concorrenza a quelli “calabresi”. L’alternativa per lui era quella di entrare con loro in società. Nel caso in cui l’uomo non avesse rispettato tali direttive, si sarebbe visto distruggere tutto in quel luogo. Per i magistrati si tratta dunque di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

LA ‘NDRANGHETA PER RISOLVERE CONTROVERSIE PRIVATE MA ANCHE IN POLITICA

Altra situazione emersa dalle indagini riguarda non solo i parcheggi di Malpensa in mano alla ‘ndrangheta. Nel territorio di Lonate Pozzolo, la ‘ndrangheta veniva “utilizzata” dai cittadini per risolvere delle controversie private. Dunque alcuni andavano a chiedere di picchiare qualcuno, di proteggere qualcun altro, di recuperare un credito, ma anche per difendersi da altri ‘ndranghetisti. Questo è quanto chiesto addirittura da due consiglieri comunali. In cambio questi promettevano delle corsie preferenziali per l’aggiudicazione di bandi.

L’indagine ha fatto emergere anche un inserimento nella politica locale, arrivando anche ad influire sul voto. Circa 300 voti sarebbero stati veicolati dall’organizzazione criminale ottenendo in cambio la nomina di familiari a cariche sia amministrative che politiche.


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