Omicidio Luca Sacchi: i legami con la ‘ndrangheta dei due assassini nel mirino di chi indaga

In che rapporti erano Valerio e Paolo con i clan della 'ndrangheta calabrese? Le ultime notizie sull'omicidio di Luca Sacchi

Che cosa dovesse fare Luca Sacchi la sera del 23 ottobre con Valerio del Grosso e Paolo Pirino è ancora un mistero. Luca era un ragazzo come tanti, che amava lo sport, che amava la sua famiglia e la sua fidanzata. I genitori del ragazzo non riescono a pensare che potesse essere in qualche modo coinvolto in questo brutto, bruttissimo, giro di droga e soldi. Chi però di questo ambiente faceva parte erano i due assassini, le due persone che potrebbero aver picchiato con una mazza prima Luca, per poi ucciderlo con un colpo di arma da fuoco. Valerio e Paolo: su di loro si continua a indagare perchè anche se sono in carcere, non hanno al momento ancora chiarito molte cose. Ed è per questo che gli inquirenti cercano di capire se dietro a questi due giovanissimi di San Basilio ci sia altro. Per Il Messaggero in questa vicenda spunta la mano della ‘ndrangheta che potrebbe spiegare diverse cose. La poca voglia dei due ragazzi di dare risposte chiare, il mistero legato al movente di questo omicidio, il mistero della pistola mai ritrovata, il mistero del famoso zaino di Anastasia pieno di soldi: che fine hanno fatto? Duemila euro, ventimila euro, trentacinque mila euro: tutte le cifre di cui si è parlato: dove sono i soldi? Perchè i due assassini di Luca Sacchi sono passati prima da Tor Bella Monaca, quartiere vicino all’Appio, luogo dell’omicidio, e poi sono rientrati a San Basilio?

OMICIDIO LUCA SACCHI ULTIME NOTIZIE: I TABULATI RACCONTERANNO LA TRAGICA VERITA’?

Dal Messaggero:

Sotto la lente della Procura c’è il profilo di Paolo Pirino, il 21enne che guidava la Smart usata per raggiungere Sacchi e la sua fidanzata Anastasia Kylemnik davanti al pub di via Bartoloni. Il ragazzo nonostante la giovane età era già stato condannato a 3 anni per droga quando era minorenne. Tra le sue amicizie e quelle di Del Grosso figurano rampolli di pezzi pesanti delle ‘ndrine di Platì trasferiti tra i lotti di “Sanba”. Nuove leve che vivono come fossero in una serie tv, scimmiottando gangster di livello e intonando i neomelodici che tanto piacciono alla mala, ma meno “educate” secondo i codici antichi delle cosche e più spregiudicate. 

La storia di Valerio del Grosso è anche molto più intricata di quello che si crede. Ed è forse anche per questo motivo che sua madre ha parlato di un riscatto. Valerio, sempre secondo quanto riferisce Il Messaggero, avrebbe raccontato agli inquirenti di un passato fatto di droga. Avrebbe iniziato quando aveva 13 anni. Dall’uso personale allo spaccio. Le frequentazioni sbagliate e il potere che lo ha portato ad avere anche un revolver.

Le indagini degli inquirenti non si concentrano solo sulla sera dell’omicidio. Quello infatti sarebbe solo il drammatico epilogo di una vicenda iniziata giorni prima. Dalle telefonate agli accordi: di certo i tabulati telefonici sveleranno molti dettagli e permetteranno anche di comprendere chi mente e chi no in questa storia. Non a caso interrogatori e audizioni sono stati rimandati: prima chi indaga vuole avere prove, numeri, messaggi. Tutte cose che, nero su bianco, non potranno essere messe in discussione.

E spunta anche una ipotesi su quello che potrebbe essere il movente di un omicidio che resta ancora un giallo. Del Grosso e Pirino sarebbero arrivati senza merce all’incontro. Le piste sono due: potrebbero aver deciso di prendersi i soldi per una rapina senza dire nulla a chi stava sopra di loro, e le cose si sarebbero messe male, fino ad arrivare all’omicidio di Luca che potrebbe esser stato scambiato per uno dei ragazzi in cerca della merce. Oppure i fornitori di marijuana e altra merce, potrebbero aver ordinato di prendere solo i soldi, magari per un ripianare un debito precedente. Le cose poi si sarebbero complicate, magari perchè Luca non sapeva nulla di quello che i suoi amici stavano facendo e nel tentativo di difendere Anastasia si sarebbe messo in mezzo a qualcosa di molto più grande, di cui non sapeva nulla.

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