La svolta clamorosa di Veleno, parla Dario/Davide il “bambino zero”: ha inventato tutto

Chi ha seguito tutta la vicenda raccontata da Pablo Trincia e Alessia Rafanelli nei podcast Veleno, chi ha letto sui giornali di questa vicenda, chi ha visto l’incredibile docu-serie di Prime Video, conosce molto bene la storia dei Diavoli della bassa. Ma meglio di tutti questa vicenda la conoscono tutte le famiglie che per anni hanno pagato un caro prezzo dopo le testimonianza dei bambini. Famiglie che ancora scontano una pena, non in carcere, ma con il dolore di non aver mai potuto riabbracciare il proprio bambino. Padri e madri distrutti dalla vergogna che hanno cercato di andare avanti urlando al mondo la loro innocenza. Oggi per tutte queste famiglie è un giorno importantissimo. Davide ( conosciuto come Dario nella serie Veleno e nel podcast dei giornalisti Trincia e Rafanelli) ha deciso di parlare. Quando per la prima volta Trincia aveva incontrato insieme alla sua collega il “bambino zero”, il grande accusatore, quello che aveva fatto nomi, raccontato dettagli macabri, dato informazioni che sembravano precise, il ragazzo era sembrato smarrito. Aveva detto di essere pronto a raccontare qualcosa, che non aveva mai capito se le sue accuse fossero vere o se quello che aveva raccontato era stato influenzato dalla presenza degli assistenti sociali. “Non sono sicuro delle cose che ho detto. Molti psicologi ti mettono le parole in bocca” aveva detto, parole che erano state registrate da Trincia e dalla Rafanelli. Poi però era scomparso nel nulla. Niente più messaggi, più mail. Aveva chiesto di essere lasciato in pace.

Qui vi parliamo della docu serie Veleno

A meno di un mese dall’uscita del documentario che ha fatto molto discutere, quel ragazzo si apre al mondo. Racconta, nella sua prima intervista disponibile oggi nella versione video su Repubblica ( qui il link dell’intervista video), tutto quello che davvero è successo. E ribalta tutto. Perchè è il giorno della svolta. Dario/Davide, il bambino zero ammette di aver inventato tutto. Il motivo? Era stanco delle pressioni degli assistenti sociali, di quei colloqui che duravano anche 8 ore consecutive. Tutto è iniziato un giorno per caso. Era stato dalla sua famiglia naturale, aveva visto la sua mamma stare male, era triste. E così molto malinconico tornò dalla famiglia affidataria. Da quel momento sua madre affidataria si convinse che veniva abusato e per Davide iniziò un vero calvario.

I Diavoli della bassa: il bambino zero, oggi un uomo, cambia la sua versione e ritratta

A forza di insistere ho detto quello che si volevano sentir dire. Ho iniziato con i nomi di mio fratello e dei miei genitori. Loro oltre a essere poveri non mi hanno mai fatto del male” dice in lacrime Davide. Le persone intorno a lui gli dicevano che era coraggioso, che stava salvando altri bambini che avevano i suoi stessi problemi. “Quando mi hanno detto che quelli erano i bambini che avevo salvato, io non mi sono sentito felice, mi sono sentito morire dentro” ha detto il ragazzo provato per tutto quello che è successo alla sua famiglia ( c’è stato il carcere anche per i suoi).

Troppi anni passati a sentirsi in colpa, soprattutto verso la sua famiglia. Davide è stato costretto a scegliere perchè sua madre affidataria non voleva che allacciasse di nuovi i rapporti con i suoi. E quando è uscito Veleno per lui c’è stato un terremoto emotivo. Il giovane ha deciso di ricoverarsi in un centro per salute mentale: “Mi hanno tenuto 41 giorni, io chiedevo di uscire, mi tenevano lì contro la mia volontà, mi sono rivolto a un avvocato” ha detto Davide. Avrebbero voluto anche mettergli un tutore. “Io non sono pazzo, non sono un malato mentale” ha aggiunto il ragazzo.

Oggi Davide vive per conto suo e pensa al futuro. Guarda avanti ma non è facile. Per molto tempo gli hanno dato dei farmaci, ha bisogno di un periodo di riabilitazione e per fortuna ora ha trovato delle persone pronte ad aiutarlo. Immagina un futuro in cui possa aiutare tutte le persone che come lui hanno sofferto e hanno sofferto “questo sistema”. “Ora ho un bellissimo rapporto con la mia famiglia naturale, ci siamo visti, sono stato con loro anche al mio compleanno, era una cosa che avrei voluto fare per molto tempo. Io pensavo che ce l’avessero con me per tutto quello che gli avevo fatto. Non ero così contento da sette anni, io sono stato contento molto poco nella mia vita” ha raccontato il ragazzo.

Davide crede che anche gli altri bambini abbiano mentito come è successo a lui. “Un bambino racconta quello che gli adulti si vogliono sentir dire per assecondarlo. La verità dentro di loro la sanno, e l’hanno sempre saputa. Ci sono anche i falsi ricordi. La terza opzione è che è una verità che è stata su per 20 anni e adesso non hanno la forza di accettarlo. Io non posso accettare di aver ucciso dei bambini, io non ho mai fatto del male a nessuno” ha concluso Davide. Una storia tutta inventata.

“Io voglio bene alla mia mamma affidataria anche se non mi crede. Io dico a tutti di farsi forza, nessuno ci odia, noi siamo delle vittime. Dobbiamo dire la verità adesso che siamo adulti” dice Davide che sogna di diventare un musicista e cantare. Sono sogni che partono ora, rivela di non essere mai stato bravo a sognare.

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