La rabbia del padre di Vanessa: seguita con un GPS e spiata in casa

Per l’ennesima volta siamo qui a parlare di una tragedia annunciata. Una vita spezzata a 26 anni. Una legge che non ha tutelato fino all’ultimo una ragazza che aveva denunciato. Perchè chi minaccia, chi insegue, chi spia, chi perpetua il reato di stalking merita di essere rinchiuso in una cella. Non ci sono altre soluzioni, non ci sono altre vie; chi pensa di poter uccidere, chi minaccia di farlo, alla fine lo farà. Ed è la storia di Vanessa Zappalà, uccisa dal suo ex Antonino Sciuto, l’ennesimo femminicidio italiano annunciato. L’uomo era stato denunciato, era persino finito agli arresti domiciliari ma voleva ucciderla e lo ha fatto. Poi si è tolto la vita. Nel biglietto lasciato, pare ci fosse un pensiero solo per la sua famiglia. Non una parola per Vanessa, trucidata a 26 anni.

Oggi solo rabbia, disperazione e dolore. La famiglia di Vanessa non potrà avere giustizia. Rabbia e tormento nelle parole del padre della ragazza che racconta come la loro vita era diventata un vero e proprio inferno da quando l’ex della ragazza aveva iniziato a perseguitarla. Oggi il papà di Vanessa chiede allo stato di rivedere una legge che al momento non tutela le vittime, e la storia di sua figlia ne è la dimostrazione.

La rabbia del padre di Vanessa Zappalà

Il padre di Vanessa parla con i giornalisti e spiega: “Ho bisogno di parlare – quasi si giustifica – perché devo liberarmi: non era questo il futuro che avevo sognato per mia figlia. Lei quell’uomo l’aveva amato; ne aveva conosciuto anche i figli, ai quali ogni tanto comprava qualche regalino. Ma il loro rapporto è stato sempre condizionato dalla gelosia e dalla violenza di questo individuo, che alla fine siamo stati costretti a denunciare. Purtroppo non è bastato“. Un rapporto tormentato finito diverse volte. Vanessa lo aveva lasciato Antonino, in modo definitivo a febbraio, dopo che per l’ennesima volta, lui l’aveva riempita di botte, racconta il padre della ragazza.

Quello che l’uomo aggiunge a questa vicenda lascia senza parole. Una sera rincasando a casa si sono ritrovati l’ex di Vanessa nascosto nel solaio. Ascoltava tramite la cappa le loro conversazioni e se ne stava lì nascosto. Non era la prima volta che lo faceva, nel solaio hanno ritrovato decine di mozziconi di sigarette comprendendo che si nascondeva lì da tempo.

Poi una serie di avvertimenti, l’intervento del padre di Tony che cerca di mediare. Ma le cose sono andate peggiorando. Il padre di Vanessa racconta: “dopo qualche giorno è stato sorpreso ad armeggiare con un gps, come quello che aveva montato pure sulla mia auto, sotto la “Seicento” di mia figlia. “

Questa volta la denuncia parte davvero e, dopo averlo sorpreso nuovamente qui in zona, arriva pure l’arresto dei carabinieri, con i conseguenti domiciliari. Purtroppo durano solo tre giorni. Ma almeno il ragazzo sembrava essersi stancato di ossessionare la sua ex. Due mesi di silenzio, secondo il racconto del signor Zappalà ( bisognerà capire se Antonino si facesse sentire o meno al cellulare e continuasse anche a fare lo stalker). Vanessa sembrava potersi riprendere la sua vita da 26enne ma tutto si è fermato la notte di domenica, quando Sciuto l’ha raggiunta mentre era con gli amici e l’ha ammazzata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.