A Pietracatella continuano gli interrogatori e il legale di Gianni di Vita lascia il mandato

Ha deciso di rimettere il mandato il legale di Gianni di Vita: il giallo di Pietracatella si infittisce, ecco le ultime notizie

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Il caso del Giallo di Pietracatella si arricchisce di un nuovo, inatteso colpo di scena che rischia di cambiare gli equilibri dell’intera vicenda. Arturo Messere, il penalista che fino a questo momento aveva seguito la difesa di Gianni Di Vita, ha deciso improvvisamente di rassegnare le proprie dimissioni. La comunicazione è arrivata nella mattinata di oggi, quando lo stesso legale ha informato ufficialmente il suo assistito della scelta, lasciando aperti numerosi interrogativi su ciò che potrebbe aver determinato un passo così drastico in una fase tanto delicata dell’inchiesta.

Nella trasmissione Ore 14, è stata mandata in onda anche la risposta del legale che ha detto “non me lo chieda” rispondendo alla domanda del giornalista di rai 2 che ha chiesto come mai, abbia preso questa decisione. Ricordando chiaramente che al momento, la famiglia Di Vita, e quindi Gianni e sua figlia, sono parte lesa in questa vicenda.

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Interpellato sull’accaduto, Messere ha mantenuto il massimo riserbo, limitandosi a parlare di generici «motivi contingenti», senza fornire ulteriori dettagli. Non ha mai detto molto bisogna sottolinearlo, su quello che sta succedendo a Pietracatella, spiegando che avrebbe voluto prima leggere le carte.

La sua uscita di scena arriva infatti in un momento cruciale delle indagini: solo pochi giorni fa, Gianni Di Vita e la figlia Alice erano stati protagonisti di una lunga serie di audizioni in Questura, durate oltre dieci ore. Un vero e proprio confronto serrato con gli investigatori, finalizzato a ricostruire con precisione ogni momento trascorso all’interno dell’abitazione dopo lo scorso Natale, quando si sono verificati i fatti al centro dell’inchiesta.

Gli inquirenti, intanto, continuano a seguire una pista ben più inquietante rispetto a quella inizialmente ipotizzata. Secondo i sospetti, infatti, madre e figlia potrebbero non essere morte a causa di una semplice tossinfezione alimentare, ma essere state vittime di un duplice omicidio premeditato, realizzato tramite l’uso della ricina, un veleno estremamente potente e difficile da individuare. Mentre si attendono i risultati delle perizie tossicologiche e autoptiche, previsti entro la fine di aprile, resta da chiarire anche il futuro della difesa di Di Vita: nelle prossime ore potrebbe arrivare la nomina di un nuovo legale, con il nome dell’avvocato Vittorino Facciolla che circola già con insistenza tra le indiscrezioni.

Sul giallo di Pietracatella si è acceso un vero e proprio faro, perchè le piste sono tante, troppe. Forse gli inquirenti hanno qualcosa in mano ma chi segue questa vicenda dall’esterno, continua a porsi molte domande alle quali, per il momento, non ci sono risposte.

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