Antonio Perrotta è morto dopo il violento pestaggio a Sangineto
Antonio Perrotta è morto dopo aver subito un pestaggio mentre lavorava come addetto alla sicurezza di un locate di Sangineto
Non ce l’ha fatta Antonio Perrotta, il giovane di Fuscaldo rimasto vittima di un violentissimo pestaggio nella notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto a Sangineto, sulla costa tirrenica cosentina. Perrotta lavorava come addetto alla sicurezza al Castello, noto locale della zona. Dopo l’aggressione le sue condizioni erano apparse immediatamente gravissime e, nonostante i tentativi dei medici di salvarlo, questa mattina è arrivata la notizia della sua morte. Un epilogo drammatico per una vicenda sulla quale sono adesso concentrate le indagini degli inquirenti.
Antonio Perrotta: il pestaggio nella notte a Sangineto
Sono ancora diversi i punti da chiarire su quanto accaduto durante quella notte. Le prime ricostruzioni indicano che Antonio Perrotta era impegnato nel servizio di sicurezza del locale quando si sarebbe verificata la violenta aggressione. Al momento, però, non risulta ancora definitivamente accertato se il pestaggio sia avvenuto all’interno oppure all’esterno della discoteca, né se quanto accaduto sia direttamente collegato al lavoro che il giovane stava svolgendo. Proprio la ricostruzione delle fasi precedenti all’aggressione sarà fondamentale per comprendere il movente e stabilire quante persone abbiano preso parte alla violenza.
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Prima il ricovero a Cetraro, poi il trasferimento a Cosenza
Dopo il pestaggio, Antonio Perrotta sarebbe stato soccorso da un amico e accompagnato all’ospedale Iannelli di Cetraro. Il quadro clinico è apparso subito estremamente serio e i sanitari hanno successivamente disposto il trasferimento all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove il giovane è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione. Le profonde lesioni riportate nell’aggressione non gli hanno però lasciato scampo: dopo ore trascorse in condizioni disperate, Perrotta è morto nella mattinata del 10 agosto.
Le immagini delle telecamere al centro delle indagini
Adesso l’obiettivo degli investigatori è fare piena luce su quanto successo a Sangineto. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Paola e tra gli elementi ritenuti particolarmente importanti ci sono le registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini sono state acquisite e potrebbero permettere di ricostruire i movimenti avvenuti prima, durante e dopo il pestaggio, oltre a fornire indicazioni utili sull’identità delle persone coinvolte. Secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, sarebbero già stati raccolti elementi utili per arrivare ai presunti responsabili, ma le verifiche sono ancora in corso e sarà l’attività investigativa a chiarire responsabilità e dinamica dell’aggressione. La notizia della morte di Antonio Perrotta ha intanto profondamente colpito Fuscaldo, la comunità nella quale viveva il giovane.