Sean Michieli e Gabriella morti a Venezia: pochi dubbi sul fatto che sia stato un incidente
Le ultime notizie da Venezia: i primi risultati dall'autopsia sembrerebbero confermare la tesi dell'incidente
Arrivano nuovi elementi sulla tragedia avvenuta nella laguna di Venezia, dove hanno perso la vita Sean Michieli, 25 anni, e Gabriella Querino Elorriaga, 26 anni, i due giovani sposi coinvolti nello scontro tra il loro barchino e un taxi acqueo nel canale di Tessera. Secondo le prime indiscrezioni relative agli accertamenti medico-legali, sui corpi non sarebbero emersi elementi tali da far pensare che la causa della morte sia stata l’annegamento.
In particolare, non sarebbe stata riscontrata acqua nei polmoni. Un dato che, se confermato dagli esiti ufficiali dell’autopsia, rafforzerebbe l’ipotesi formulata fin dalle prime ore: a risultare fatali sarebbero state le gravissime lesioni provocate dall’impatto tra le due imbarcazioni. Gli esami autoptici erano stati programmati per lunedì 21 settembre e affidati al medico legale Silvano Zancanier.
Venezia, Sean e Gabriella, le ferite provocate dal violentissimo impatto
Per Sean il quadro era apparso drammatico già subito dopo l’incidente nella laguna di Venezia. Il giovane era stato recuperato ancora in vita e trasportato all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove i medici avevano tentato di salvarlo con due interventi chirurgici. Le sue condizioni erano però gravissime a causa di un importante trauma cranico e di lesioni addominali e il 25enne era morto il giorno successivo allo schianto. Il corpo di Gabriella, invece, era stato ritrovato soltanto tre giorni dopo, a circa 1.800 metri dal punto dell’incidente, dopo essere stato trascinato dalle correnti della laguna. Già la prima ispezione sul corpo della giovane aveva evidenziato ferite considerate compatibili con l’incidente nautico.
Venezia ultime notizie: il tassista e le tracce di alcol e sostanze stupefacenti
Parallelamente agli esami sulle vittime proseguono gli accertamenti sul 38enne veneziano che si trovava alla guida del taxi acqueo, attualmente indagato nell’inchiesta. Dai primi test sarebbero state rilevate nel sangue e nelle urine tracce di alcol e di sostanze stupefacenti. Le quantità riscontrate, secondo quanto riferito da ANSA, non sarebbero elevate e proprio per questo sono stati disposti ulteriori approfondimenti per stabilire con precisione natura e concentrazione delle sostanze e chiarire quale rilevanza possano avere nell’inchiesta. Per chi svolge professionalmente il trasporto di passeggeri in questo ambito è previsto comunque l’obbligo di non avere tracce di alcol o droghe.
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La perizia dovrà ricostruire gli ultimi istanti prima dello schianto
Resta adesso da stabilire con esattezza come sia avvenuto l’impatto nel canale di Tessera all’alba del 12 settembre. La Procura di Venezia ha fissato per il 24 settembre il conferimento dell’incarico ai periti che dovranno ricostruire posizione, rotta e velocità delle due imbarcazioni. Il conducente del taxi ha sostenuto di non aver visto arrivare il barchino prima dello scontro e ha riferito che il piccolo natante avrebbe attraversato improvvisamente la sua rotta; una ricostruzione che dovrà essere verificata attraverso le perizie e le testimonianze.
Particolarmente importante sarà anche il racconto dei due turisti statunitensi che viaggiavano sul taxi quella mattina. Solo al termine di questi accertamenti sarà possibile delineare con maggiore precisione la dinamica e le eventuali responsabilità nella tragedia costata la vita ai due giovani sposi. Secondo quanto riferito nella puntata di Dentro la notizia di oggi, ci sarebbero anche altre indiscrezioni. Sean e Gabriella avrebbero riportato entrambi le ferite più profonde sul lato sinistro del corpo, il che non lascerebbe molti dubbi sulla dinamica dell’incidente di Venezia.