Carlo Jacob morto nel letto legato e imbavagliato dalla figlia: “urlava e disturbava i vicini”

La tragica vicenda di Carlo Jacob morto mentre era stato legato a letto da sua figlia che non voleva che i vicini lo sentissero urlare, l'uomo era malato

la morte di carlo jacob a milano

Una tragedia familiare si è consumata a Milano, in un appartamento di via don Giovanni Calabria, nella zona di Cimiano. Carlo Jacob, 87 anni, è morto dopo essere stato immobilizzato e imbavagliato dalla figlia, Giovanna Jacob, 56 anni, che da tempo si occupava di lui. L’anziano soffriva di una grave forma di demenza ed era ormai costretto a letto. A dare l’allarme, nel pomeriggio di domenica 25 ottobre 2026, è stata proprio la donna, che ha telefonato al numero unico delle emergenze chiedendo un intervento immediato e ammettendo di temere di aver provocato la morte del padre. Quando i carabinieri e i sanitari sono arrivati nell’abitazione, per l’87enne non c’era ormai più nulla da fare.

Carlo Jacob soffriva di demenza: la figlia lo immobilizzava per impedirgli di urlare

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e riportato dalla stampa, la donna avrebbe iniziato da alcune settimane a legare il padre al letto e a tappargli la bocca con cotone e nastro adesivo. Un comportamento che, stando alle sue dichiarazioni, avrebbe avuto lo scopo di impedire che le continue urla dell’anziano disturbassero gli altri residenti del condominio.

Le condizioni di Carlo Jacob erano peggiorate progressivamente nell’ultimo anno: la malattia lo aveva reso completamente dipendente dall’assistenza della figlia e provocava frequenti crisi di agitazione. La 56enne avrebbe raccontato agli investigatori di essere esausta per il carico quotidiano dell’assistenza. Non risultano precedenti interventi delle forze dell’ordine nell’appartamento, nonostante alcuni vicini avessero chiesto informazioni sulle condizioni dell’uomo.

La morte di Carlo Jacob, la tragedia di domenica pomeriggio e l’arresto della donna

La morte di Carlo Jacob sarebbe avvenuta nel primo pomeriggio di domenica nella casa di Milano. Come già accaduto in altre occasioni, la figlia avrebbe immobilizzato l’anziano, legandogli polsi e caviglie e impedendogli di gridare. Successivamente si sarebbe allontanata dalla camera per dedicarsi ad alcune faccende domestiche. Quando è tornata, ha trovato il padre privo di sensi e ha tentato di liberarlo, rendendosi conto della gravità della situazione.

La chiamata al 112 ha fatto scattare l’intervento dei soccorsi e dei carabinieri. Nell’abitazione dove vivevano Carlo Jacob e sua figlia, sono stati rinvenuti legacci, cotone e nastro adesivo. Dopo essere stata ascoltata dal pubblico ministero, Giovanna Jacob è stata arrestata con l’accusa di omicidio aggravato dal vincolo di parentela e trasferita nel carcere milanese di San Vittore. È stata inoltre disposta l’autopsia per accertare con precisione le cause del decesso.

Chi era Carlo Jacob e gli interrogativi sulla tragedia familiare

Carlo Jacob, originario di Udine, aveva 87 anni e un passato legato al mondo della cultura e del cinema. Ex critico cinematografico, aveva collaborato anche al progetto editoriale FormaCinema, occupandosi in particolare di pellicole scientifiche e di fantascienza. Negli ultimi tempi, però, la malattia aveva profondamente cambiato la sua quotidianità, rendendo necessaria un’assistenza continua. La figlia, secondo quanto riferito agli investigatori, avrebbe sostenuto di non aver mai avuto intenzione di ucciderlo.

Saranno gli accertamenti medico-legali e l’inchiesta giudiziaria a chiarire le responsabilità e la dinamica esatta della morte. La vicenda riporta anche l’attenzione sulle difficoltà che possono incontrare le famiglie nell’assistenza a persone affette da gravi patologie neurodegenerative, senza che queste difficoltà possano giustificare comportamenti capaci di mettere in pericolo la vita di una persona fragile.

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