Arezzo, muore dissanguato dopo una ferita alla gamba: la moglie indagata per omicidio, le ultime

Le ultime notizie da Arezzo dove Giancarlo Bernardini è morto in seguito a una ferita alla gamba: si indaga per omicidio

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Un incidente domestico finito in tragedia oppure un omicidio ad Arezzo? È questo il principale interrogativo al quale stanno cercando di rispondere gli investigatori che indagano sulla morte di Giancarlo Bernardini, 70 anni, deceduto il 18 settembre 2026 dopo aver riportato una profonda ferita alla gamba sinistra nella sua abitazione di Pian del Ponte, nel comune di Bibbiena, in provincia di Arezzo.

Una vicenda dai contorni ancora poco chiari, che ha portato la Procura ad aprire un fascicolo per omicidio volontario e a iscrivere nel registro degli indagati la moglie dell’uomo, Maria Ricci, 59 anni. La donna sostiene che si sia trattato di un incidente, ma gli inquirenti vogliono comprendere come si sia prodotta quella ferita che ha provocato un’emorragia fatale. Al momento, infatti, non è stato accertato che sia stata la moglie a ferire il marito, e proprio la ricostruzione della dinamica resta al centro dell’inchiesta.

Arezzo, la tragedia nella cucina di casa: la moglie chiama i soccorsi, ma il marito muore in ospedale

Tutto sarebbe accaduto nella tarda mattinata del 18 settembre, quando Giancarlo Bernardini si trovava nella cucina della propria abitazione insieme alla moglie. Secondo quanto raccontato dalla donna agli investigatori, lei sarebbe stata di spalle rispetto al marito e si sarebbe accorta di quanto stava accadendo soltanto quando l’uomo era caduto a terra, ferito alla gamba sinistra.

Maria Ricci avrebbe immediatamente chiamato il 118, cercando nel frattempo di tamponare la copiosa perdita di sangue utilizzando alcuni stracci. Le condizioni del settantenne sono apparse subito gravissime: trasportato in elicottero all’ospedale San Donato di Arezzo, è morto nonostante i tentativi dei medici di salvarlo. La profonda lesione, localizzata sotto il ginocchio, avrebbe interessato un importante vaso sanguigno, provocando un’emorragia devastante. Bernardini aveva perso conoscenza e non ha potuto raccontare personalmente che cosa fosse successo.

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La moglie indagata per omicidio volontario: la sua versione non convince del tutto gli investigatori

Maria Ricci continua a respingere l’ipotesi di aver provocato volontariamente la morte del marito. La cinquantanovenne ha sostenuto fin dall’inizio che si sarebbe trattato di un tragico incidente domestico, ma la Procura di Arezzo, con il pubblico ministero Giorgio Martano, ha deciso di approfondire ogni aspetto della vicenda. Uno degli elementi più importanti riguarda proprio la natura della ferita: potrebbe essere stata provocata da una lama oppure dall’impatto accidentale con un oggetto tagliente presente nella cucina?

Gli investigatori hanno sequestrato diversi materiali nell’abitazione, tra cui due coltelli, uno dei quali con una lama di circa dieci centimetri, oltre agli indumenti indossati dalla vittima. La casa resta sotto sequestro, mentre la donna, assistita dall’avvocato Saverio Agostini, risulta indagata a piede libero. L’iscrizione nel registro degli indagati le consente anche di partecipare, attraverso i propri consulenti, agli accertamenti tecnici. L’ipotesi di omicidio volontario non rappresenta dunque una conclusione sulla responsabilità della moglie, che resta da accertare.

Le ultime notizie da Arezzo: telefoni sotto esame e attesa per i risultati dell’autopsia

Le indagini proseguono e, secondo gli aggiornamenti pubblicati il 7 ottobre, l’attenzione degli investigatori si è concentrata anche su due telefoni cellulari sequestrati nell’abitazione, appartenenti alla vittima e al figlio della coppia. Per l’8 ottobre era previsto un accertamento informatico affidato al consulente Alessandro Gambini, incaricato di esaminare chiamate, messaggi, conversazioni e contatti che potrebbero contribuire a ricostruire le ore precedenti alla tragedia.

Un ruolo fondamentale sarà svolto anche dalla relazione del medico legale Mario Gabbrielli, che ha eseguito l’autopsia a Siena: sarà importante stabilire se la lesione sia compatibile con uno dei coltelli sequestrati oppure con un diverso oggetto presente nell’abitazione. Nel frattempo, la comunità di Bibbiena ha già dato l’ultimo saluto a Bernardini, i cui funerali si sono svolti il primo ottobre nella chiesa di Serravalle. Resta una domanda alla quale, per il momento, non è ancora possibile dare una risposta definitiva: Giancarlo Bernardini è morto per una tragica fatalità oppure qualcuno gli ha provocato quella ferita? Saranno gli esiti degli accertamenti scientifici e le ulteriori verifiche della Procura di Arezzo a chiarire che cosa sia realmente accaduto.

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