Giallo di Pietracatella, il cerchio si stringe: cosa sarebbe emerso dalle analisi sui cibi
Da Campobasso le ultime notizie sul giallo di Pietracatella: siamo vicini a una soluzione?
Potrebbe essere arrivato a un passaggio decisivo il giallo di Pietracatella, il caso che da mesi vede gli investigatori impegnati a ricostruire quanto accaduto ad Antonella Di Ielsi e alla figlia Sara Di Vita, morte dopo essere state avvelenate con la ricina. Le ultime indiscrezioni riportate il 17 settembre parlano di un quadro investigativo che starebbe diventando più definito.
Secondo quanto riferito da fonti qualificate all’ANSA, sarebbero infatti emersi «elementi certi» che porterebbero a indagare nell’ipotesi di un duplice omicidio premeditato. Indicazioni importanti sarebbero arrivate anche dal lavoro degli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, anche se sarà necessario attendere le loro relazioni ufficiali prima di conoscere nel dettaglio i risultati degli accertamenti su tutto quello che è stato portato in Germania da Pietracatella.
Il giallo di Pietracatella: la svolta viene annunciata ma non arriva
A imprimere una possibile accelerazione alle indagini sarebbero soprattutto le analisi sugli alimenti e sui numerosi reperti sequestrati nell’abitazione della famiglia a Pietracatella. Il Corriere della Sera riferisce di «anomalie sospette» riscontrate negli alimenti analizzati, mentre ANSA parla di qualcosa di anomalo che sarebbe emerso dagli accertamenti relativi alla presenza di ricina su reperti e cibi.
Si tratta di un passaggio fondamentale perché gli investigatori cercano da mesi di individuare il possibile veicolo attraverso il quale Antonella e Sara avrebbero assunto la ricina. Oltre agli alimenti repertati subito dopo i fatti, il 30 luglio la Scientifica aveva effettuato altri 131 prelievi e sequestri all’interno dell’abitazione, raccogliendo campioni da indumenti, mobili, suppellettili e altri oggetti potenzialmente entrati in contatto con la sostanza. Solo l’incrocio di tutti questi risultati potrà però fornire un quadro scientifico completo.
Pietracatella le ultime notizie: continuano le audizioni
Parallelamente agli accertamenti scientifici, nelle ultime giornate si sono intensificate anche le audizioni in Questura a Campobasso. Il Corriere riferisce che sono state ascoltate quattro donne, tra cugine e amiche di Gianni e Antonella, mentre il 16 settembre è stato nuovamente convocato anche l’infermiere, amico della famiglia, che nei giorni del malore aveva praticato delle flebo in casa ad Antonella e Sara.
L’uomo era già stato ascoltato in precedenza e al momento viene indicato come persona sentita dagli investigatori, non come indagato nel filone relativo al duplice omicidio. Nei giorni precedenti era stata nuovamente ascoltata anche un’insegnante di matematica amica della famiglia. Gli investigatori stanno ricostruendo rapporti, frequentazioni, comunicazioni e quanto avvenuto prima dell’avvelenamento, cercando eventuali riscontri tra le testimonianze e gli elementi scientifici raccolti.
Il cerchio sul giallo di Pietracatella, dunque, secondo le indiscrezioni riportate dai media sembrerebbe stringersi, ma è importante distinguere ciò che è già accertato dalle anticipazioni investigative. Ribadiamo, questa svolta, viene annunciata praticamente da mesi, ma al momento, non è ancora arrivata.
La relazione definitiva degli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino sarà fondamentale per stabilire se e dove sia stata individuata la ricina e soprattutto per capire quale possa essere stato il cibo o il reperto attraverso cui il veleno sarebbe entrato nella catena degli eventi che portarono alla morte di madre e figlia.
La difesa di Gianni Di Vita continua intanto a sostenere che debba essere valutata anche l’ipotesi accidentale: il suo legale Vittorino Facciolla ha ricordato che proprio l’incrocio tra le analisi sugli alimenti sequestrati subito dopo i fatti e quelle sui 131 campioni raccolti a luglio potrà confermare o escludere il possibile veicolo dell’avvelenamento. Saranno quindi i risultati scientifici ufficiali, insieme agli altri elementi raccolti dagli inquirenti, a stabilire se le ultime indiscrezioni rappresentino davvero la svolta attesa da mesi nel caso della ricina di Pietracatella.