Sposini morti a Venezia, la famiglia di Sean rompe il silenzio: «Basta voci, lasciate lavorare la magistratura»
I familiari di Sean Michieli rompono il silenzio e scelgono Dentro la notizia per dire la loro: quello dei due giovani sposi a Venezia, è stato un drammatico incidente
Il giallo sulla morte di Sean Michieli e Gabriella Querino, i due giovani sposi morti dopo lo scontro avvenuto all’alba del 12 settembre nella laguna di Venezia, continua ad alimentare interrogativi. Ma adesso la famiglia del ragazzo chiede soprattutto una cosa: rispetto. Gli zii di Sean hanno deciso di parlare in diretta a Dentro la Notizia, spiegando di essere intervenuti dopo giorni di silenzio proprio a causa delle ricostruzioni circolate sulla coppia.
«Abbiamo deciso di parlare solo oggi per la mancanza di rispetto e di privacy», ha spiegato la zia, raccontando il dolore provato nel vedere Sean descritto sui social e sui giornali persino come un ragazzo violento. I genitori del giovane, invece, sono stati tenuti lontani dalle telecamere perché, spiegano i parenti, in questo momento non avrebbero la forza di affrontare anche l’esposizione mediatica.
Il giallo di Venezia: la presunta lite e il mistero della valigia rossa
A trasformare quello che inizialmente era apparso come un drammatico incidente nautico in una vicenda piena di domande sono state soprattutto alcune testimonianze emerse nei giorni successivi. Si è parlato di una presunta lite tra Sean e Gabriella nelle ore precedenti alla tragedia e un testimone ha raccontato a Dentro la Notizia di aver visto la giovane a Burano con una valigia e due sacchi neri, apparentemente intenzionata a partire.
La testimonianza della valigia rossa di Gabriella è stata effettivamente raccolta dalla trasmissione di Canale 5, ma si tratta appunto di un racconto testimoniale e non, allo stato attuale, di un elemento accertato dagli investigatori. Gli zii di Sean contestano con forza il quadro che ne è derivato e chiedono che siano gli inquirenti a stabilire cosa sia realmente successo. La zia ha inoltre riferito che anche la madre di Gabriella sarebbe molto arrabbiata per le dichiarazioni attribuite a una donna presentatasi come cugina della ragazza e che, secondo i Michieli, non sarebbe neppure chiaro se sia realmente una parente. «Ci sono persone che vogliono far notizia e basta», ha aggiunto lo zio.
La famiglia di Gabriella è arrivata a Venezia: le due famiglie restano unite
Un elemento importante arriva proprio dai rapporti tra le due famiglie, che non sembrano affatto essersi spezzati dopo la tragedia. La mamma e la sorella di Gabriella Querino sono arrivate dal Brasile a Venezia e hanno incontrato i parenti di Sean. La madre della ragazza, Gisele, appena arrivata aveva parlato del dolore di aver perso «due bambini», includendo dunque anche Sean.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la sorella di Gabriella ha inoltre spiegato che i due ragazzi erano inseparabili e che la famiglia vorrebbe che la giovane venisse sepolta accanto al marito a Venezia. Un quadro molto diverso dalle contrapposizioni che potrebbero emergere leggendo alcune delle ricostruzioni circolate nelle ultime ore. Anche la famiglia Michieli, attraverso il proprio legale, aveva già chiesto pubblicamente di evitare «ricostruzioni premature, voci infondate o informazioni non verificate», ribadendo la propria fiducia nel lavoro delle autorità.
Venezia: per i Michieli è stato un incidente nautico, ora si attendono autopsie e perizie
Per i parenti di Sean, dunque, la morte dei due sposini resta legata al terribile incidente nautico e saranno gli accertamenti della Procura a dire esattamente come si è verificato lo scontro. Su questo punto le indagini sono tutt’altro che concluse. Il conducente 38enne del taxi acqueo è indagato nel fascicolo per omicidio nautico e ha riferito di non aver visto il piccolo barchino prima dell’impatto.
Gli investigatori devono stabilire la velocità delle imbarcazioni, verificare le manovre compiute e le condizioni delle luci; sono state inoltre disposte le autopsie sui corpi di Sean e Gabriella. Un primo esame sul corpo della ragazza avrebbe evidenziato ferite compatibili con l’incidente. Saranno quindi magistratura, perizie e accertamenti tecnici a dover separare i fatti dalle ipotesi. Ed è esattamente questo che chiedono oggi gli zii di Sean: rispetto per due ragazzi morti a pochi mesi dal matrimonio e tempo perché chi indaga possa ricostruire, sulla base delle prove, ciò che è realmente accaduto quella mattina nella laguna di Venezia.