Milano, ecco la prima classe completamente digitale

All’estero sono avanti rispetto l’Italia per quanto riguarda la tecnologia, ma una scuola di Milano si è voluta allineare all’Europa: arriva così la prima classe completamente digitale. Infatti, una terza elementare dell’istituto Enrico Toti è la prima in Italia ad avviare il progetto, poi seguiranno a Gorgonzola, Lodi e Pavia. A Milano, in via Cima, nel quartiere Ortica, è arrivata la prima classe elementare digitale d’Italia. La vecchia lavagna è scomparsa per lasciare il posto all’E-Board con tanto di touch screen: sui banchi dei 26 alunni i tablet affiancano (e in alcuni casi sostituiscono) quaderni e libri di testo. Ovviamente, per evitare che gli alunni possano barare durante i compiti in classe, l’insegnante ha facoltà di far spegnere i tablet. L’iniziativa fa parte del progetto Smart future, promosso da Samsung per favorire l’applicazione della tecnologia in ambito didattico. 15 mila euro è il costo affrontato dal colosso coreano per dotare l’aula di tecnologia digitale, senza alcun costo per le famiglie degli studenti o la scuola. Elena Borgnino, dirigente scolastica dell’istituto Enrico Toti, si dichiara entusiasta dell’iniziativa. La Borgnino vede la cosa come un arricchimento personale (ha partecipato a diversi corsi di formazione per insegnanti) e un’evoluzione nella didattica che riduce il gap con gli altri paesi europei. Entro la fine dell’anno, l’iniziativa interesserà 25 scuole in sette regioni italiane e nel 2015 gli istituti saranno quasi 300 su tutto il territorio nazionale. Le scuole saranno selezionate fra quelle che hanno le condizioni peggiori in tutta la nazione. Dunque, a Milano arriva la prima classe completamente digitale. Finalmente una buona notizia per l’Italia, che così comincia ad adeguarsi agli standard esteri e fa sì che i nativi digitali prendano confidenza sin da subito con le tecnologie di ultima generazione. Quaderni e gessetti per lavagne addio: ora si fa tutto con il touch screen. Se da una parte vengono favorite le condizioni di fruizione dei contenuti per studenti e insegnanti, dall’altra c’è il rischio che ciò possa comportare distrazioni. Toccherà alle scuole fare in modo di bilanciare le cose.

 

 

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