Baby sitter uccide bimba di due anni perché non la fa giocare su Facebook

Una donna di 39 anni ha ammesso l’omicidio di una bambina di due risalente a quasi tre anni fa. È successo a Gloucester City, nel New Jersey. La donna, Sheila Polanski, era la baby sitter della piccola e ha ammesso di averla uccisa perché la infastidiva mentre giocava su Facebook.
Dramma dell’assurdo a Gloucester City, città americana appartenente allo stato del New Jersey. Una donna di 39 anni di nome Sheila Polanski ha ammesso davanti alla corte che la processava di aver ucciso una bambina di due anni.
I fatti a lei imputati risalgono a quasi tre anni fa. Era il 5 luglio 2011, quando la donna, che quel giorno faceva la baby sitter di una bimba di appena due anni, innervosita dai capricci di quest’ultima prima l’ha presa e la scossa violentemente e poi l’ha sbattuta contro il muro. La bambina in seguito al trauma perdette i sensi, ma la Polanski nonostante ciò non ritenne opportuno chiamare i soccorsi. La donna allertò la polizia soltanto dopo diverse ore, quando per la bambina era troppo tardi. Trasportata d’urgenza all’ospedale, la piccola morì dopo due giorni.
Ma ciò che colpisce del racconto della Polanski sono i motivi che scatenarano la sua ira: la donna agì in quel modo perché la bambina non le permetteva di giocare in pace con un’applicazione di Facebook. Dai rilievi operati dagli investigatori è emerso che la Polanski, dopo aver aggredito la bambina, continuò a giocare per due ore al gioco Yo-ville senza preoccuparsi di quanto aveva appena commesso.
La donna ha motivato il gesto anche con lo stress che aveva in quel periodo, confermando di essere stata seguita da uno psichiatra in passato: “Non so proprio cosa possa essere passato per la mente di quella donna quando ha preso nostra figlia e l’ha gettata contro un muro uccidendola”, ha detto il padre della vittima. A maggio la sentenza.

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