Vladimir Luxuria sposa vuole il matrimonio per tutti: polemiche a Napoli (FOTO)

La sfilata Io sposa che si è tenuta a Giugliano (Napoli) ha scelto come modella d’eccezione Vladimir Luxuria. Una decisione senza dubbio provocatoria che non è passata inosservata e che ha suscitato polemiche. In rete diversi sono stati i commenti degli utenti che hanno definito fuori luogo la presenza di Vladimir Luxuria in passerella e sul palco, facendo riferimento anche ai recenti fatti che l’hanno vista protagonista in Russia e invocando quindi maggiore rigore anche in Italia.

OMOFOBI AGGREDISCONO VLADIMIR LUXURIA

Non è piaciuto soprattutto il fatto che la famosa showgirl trans gender ha ribadito durante la sua ospitata che il matrimonio è un diritto anche dei gay, così come la possibilità di adottare dei figli. Nel frattempo qualche militante della Destra locale ha imbrattato le mura di entrata della struttura che ospita alla sfilata con scritte offensive contro i gay accompagnate da svastiche. Dal mondo della politica arrivano le prime reazioni all’accaduto. Antonio Arzillo, esponente di Destra, ha poi puntato il dito contro le mode (facendovi rientrare anche le preferenze sessuali evidentemente oltre che le religioni diverse dal cristianesimo) che minano ai valori della società: “Bisogna rendersi conto che i veri anticonformisti sono coloro che credono alla famiglia tradizionale, mentre il resto a partire dall’omosessualità è moda che indebolisce sempre più la società europea, poi ci meravigliamo che giovani si convertono all’Islam”.

MATRIMONI GAY IN ITALIA: LA BATTAGLIA DI VENDOLA

Diametralmente opposti i commenti che arrivano da sinistra: “Oramai una certa destra grida allo scandalo sempre e comunque, accusano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della trasmissione La Radiazza, creando polveroni sul nulla e creando una pericolosissima caccia alle streghe”. Sta di fatto che quella che doveva essere una kermesse dedicata ad un evento di festa come il matrimonio si è trasformata purtroppo ancora una volta in un’occasione per dar vita ad episodi di discriminazione. Era davvero il caso di gridare allo scandalo? Molti su internet fanno anche notare che gli organizzatori hanno ottenuto quello che volevano: l’evento è finito in prima pagina.

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