Fiorello non poteva che rispondere a Pucci tra tapiri e medaglie d’oro
Con la sua solita ironia, Fiorello risponde a Pucci nel migliore dei modi. Questa sera la consegna del tapiro
Che mondo sarebbe il mondo della comicità senza Fiorello? Un mondo davvero molto molto triste. E chissà che cosa succederebbe se in Rai avessero l’intuzione di mandare in onda la striscia che va in radio, anche in tv, magari proprio in un orario complicato, gli ascolti probabilmente volerebbero perchè oggi, Fiorello, è il numero uno nel suo mestiere, soprattutto quando è in gran forma come in questi mesi.
Poteva restare in silenzio, incassare qualche critica e voltare pagina. Invece Fiorello ha scelto la via che gli riesce meglio: l’ironia, declinata questa volta in salsa reggaeton. L’apertura di giovedì 19 febbraio de La Pennicanza è diventata un piccolo show nello show, con un monologo-canzone ispirato allo stile di Bad Bunny: ritmo caraibico, testo scritto su misura e una frecciata elegante (ma affilata) a chi, nelle ultime settimane, ha storto il naso davanti alla sua “pennicanza”. Una risposta che vale più di qualsiasi smentita ufficiale, perché passa dalla risata e arriva dritta al punto.
>>> Qui la prima gag di Fiorello su Pucci
Fiorello risponde a Pucci e che lezione dà ai comici
“Sono il Bad Bunny italiano, tutti ce l’hanno con me”, canta Fiorello in apertura, prima di uscire dal personaggio e fare l’elenco – ironico ma lucidissimo – delle amicizie perse strada facendo. Il momento più tagliente arriva però quando il bersaglio diventa preciso: Andrea Pucci. Dopo il Tapiro e le reazioni piccate all’imitazione, Fiorello affonda con la sua solita leggerezza apparente: se si arrabbiano persino i comici (o “pseudo-tali”), allora – dice – significa che la medaglia d’oro è meritata. E tra una battuta e l’altra, non risparmia nemmeno gli uffici stampa, accusati di trasformare ogni polemica in un boomerang comunicativo.
Guardando questi video e pensando al fatto che Carlo Conti ha chiamato Pucci e non ci sarà Fiorello al Festival, ci si rende proprio conto di che differenza, lato comicità, ci sarà tra i Sanremo di Amadeus e quelli del conduttore toscano ( ci perdonerà il buon Carletto, ma il fatto che Pucci riempia i teatri non significa che lavorativamente parlando, sia degno di un palco così importante).
La satira si allarga poi al mondo Mediaset, con una confidenza attribuita a Antonio Ricci: anche Pier Silvio Berlusconi – ribattezzato ironicamente “Pier Piano” – ce l’avrebbe con lui. Il motivo? Le imitazioni di Fabrizio Corona e lo spazio concesso all’ex re dei paparazzi. Una catena di piccoli attriti che Fiorello trasforma in materiale comico, dimostrando ancora una volta di saper metabolizzare le critiche facendole diventare spettacolo.
Sul fondo resta anche il non detto: nelle puntate precedenti aveva parlato di un’amicizia importante andata in frantumi, che molti hanno collegato a Maria De Filippi. Ma più delle voci di corridoio conta il metodo: Fiorello non replica con comunicati o smentite, risponde cantando, scherzando e pungendo. È questa la sua cifra da sempre – trasformare la polemica in racconto, l’attacco in sketch, il malumore in intrattenimento. E anche stavolta, tra reggaeton improvvisato e stoccate ben calibrate, l’ironia si conferma la sua arma più efficace.
E meno male che c’è Fiorello verrebbe da dire.