Alle Olimpiadi tutti pazzi per la pasta e spunta anche quella a forma di cerchi olimpici
Alle Olimpiadi di Milano Cortina tutti pazzi per la pasta: se poi è a forma di 5 cerchi...
Le olimpiadi di Milano-Cortina verranno ricordate dagli atleti anche per la pasta, e che pasta! Basta una parola, oggi, per accendere l’algoritmo di Instagram: iconic. E quando a usarla è Jutta Leerdam, campionessa olandese dei pattini e star dei social con quasi 6 milioni di follower, il risultato è immediato.
Nelle ultime ore la sua storia — una foto super ravvicinata di un piattone di pasta, immersa in un sugo rosso vivo e coperta da un’abbondante nevicata di parmigiano — ha fatto il giro del web. Sopra l’immagine, un tricolore italiano e, accanto, la parola chiave: iconic. Un gesto semplice, ma potentissimo dal punto di vista mediatico, che ha trasformato un pasto in mensa in un piccolo evento globale. La scena si svolge sotto il ponte di via Ripamonti, nella mega mensa del Villaggio Olimpico legato alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Qui agli atleti non viene servita una pasta qualunque, ma un formato creato apposta per i Giochi: cinque anelli intrecciati che richiamano esplicitamente il simbolo olimpico.
Alle Olimpiadi si mangia la pasta anelli olimpici
Questa pasta ha un nome preciso: anelli olimpici. Non è in commercio e non la troverete sugli scaffali del supermercato né nei menu delle trattorie tradizionali. È un formato speciale, presentato oltre tre mesi fa come parte dell’esperienza gastronomica del Villaggio Olimpico.
A certificare l’operazione c’è anche un video ufficiale in cui lo chef Carlo Cracco cucina proprio questa pasta insieme all’atleta Valentina Marchei, trasformando un semplice piatto in un racconto di sport, identità italiana e comunicazione contemporanea.
A ben vedere, l’unico formato “classico” che potrebbe ricordare vagamente i cinque cerchi sono le ruote — quelle amate dai bambini — ma difficilmente compaiono nei ristoranti italiani. Qui invece l’idea è diversa: creare un simbolo commestibile, capace di unire branding olimpico e comfort food.
Se l’effetto virale è partito dall’Olanda, l’entusiasmo non si è fermato lì. A confermare che il piatto ha colpito nel segno è arrivata anche la storia Instagram della pattinatrice azzurra Serena Pergher, che ha condiviso lo stesso formato di pasta, dimostrando come l’operazione funzioni tanto con gli stranieri quanto con gli atleti di casa.
Ed è proprio questo il punto interessante: non siamo davanti a una semplice trovata culinaria, ma a un esempio riuscito di food marketing esperienziale. Un piatto pensato per essere mangiato, certo, ma anche fotografato, condiviso, commentato. In altre parole: progettato per vivere sui social. E alle Olimpiadi, tutto quello che gli atleti postano sui social, diventa virale, peccato che questa pasta però, non sia in commercio!
Nel giro di poche ore, una pasta al pomodoro si è trasformata in contenuto globale. Merito del tempismo, della potenza comunicativa di Instagram e della capacità di intercettare un linguaggio universale: quello delle immagini semplici ma riconoscibili. La parola iconic, piazzata sopra un piatto fumante, racconta perfettamente questa nuova era dello sport: non più solo gare, medaglie e record, ma anche momenti quotidiani capaci di costruire narrazioni parallele. E così, tra un allenamento e una competizione, sono proprio cinque piccoli anelli di pasta a ricordarci che le Olimpiadi passano anche dalla tavola — e dallo smartphone.