Paola Perego: “Provai a rompermi un braccio”, i suoi anni terribili in un libro (Foto)


Il 12 maggio uscirà il libro di Paola Perego Dietro le quinte delle mie paure, non è autobiografia, spiega che è un racconto sincero tra sconfitte e vittorie, la sua lunga battaglia durata 25 anni contro gli attacchi di panico, l’ansia, il Mostro (foto). Non è la prima volta che Paola Perego parla degli anni in cui il malessere l’ha perseguitata ma tra le pagine del libro rivela tutto senza filtri perché non ha più paura. Racconta anche di quando ha cercato di rompersi un braccio da sola sbattendo contro il muro. Pensava di avere toccato il fondo e invece ne era ancora molto lontana. Non ce la faceva più a stare male per qualcosa che non si vedeva così continuò a battere il braccio sinistro contro il muro del salone, usava tutta la forza che aveva desiderando di sentire il dolore vero che non fosse il panico. Ci vuole coraggio per tirare fuori tutto ma spera di aiutare gli altri, adesso è forte, tutto è passato ma ha sofferto a lungo.

IN USCITA IL LIBRO DI PAOLA PEREGO DIETRO LE QUINTE DELLE MIE PAURE

Su Instagram la conduttrice anticipa alcuni passaggi del libro:L’ansia non è un dolore reale e io non ce la facevo più a stare male per qualcosa che non si può vedere, così continuai a battere il braccio sinistro contro il muro del salone, con tutta la forza che avevo, nella speranza di sentire qualcosa di vero che non fosse il panico – prosegue – In quella occasione scoprii che non è così semplice rompersi qualcosa da soli (riuscii solo a farmi venire una contusione) e scoprii anche che il Mostro era un osso molto più duro di quello del mio braccio”.

Negli anni si è chiesta perché capitasse proprio a lei. Davanti ai suoi figli fingeva ma sentiva di essere una donna malata: “Come spieghi a un ragazzino di 11 anni che non puoi accompagnarlo alla festa del suo compagno perché hai paura che ti prenda un attacco di panico mentre sei alla guida”. Nel libro continua: “Come lo spieghi a una ragazzina di 16 anni che non puoi andare a riprenderla a cena a casa della sua amica perché il buio della notte di chiude la gola, o che non puoi andare al cinema con lei a vedere il suo film preferito”. E’ terribile la frase: “Come lo spieghi ai tuoi figli che non sei la mamma normale che vorresti essere?”. 

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