Pucci senza mascherina tra baci e abbracci nell’assembramento di tifosi a San Siro

Il fatto che sui social siano stati condivisi video, immagini e quant’altro, anche suoi profili ufficiali in merito a quello che è successo ieri, la dice lunga sulla convinzione di essere in quel posto, non perchè si passava per caso, ma perchè era giusto essere lì. Parliamo chiaramente di Andrea Pucci che di solito fa ridere nel suo ruolo di comico ma che in realtà ieri, incontrando i tifosi dell’Inter davanti a San Siro, ha solo fatto arrabbiare migliaia e migliaia di persone. I genitori che portano i bambini in parchi isolati con mascherine e paura di ammalarsi; le famiglie che non possono visitare i parenti negli ospedali o nelle RSA, per esempio, o tutte le persone che sono state costrette a chiudere delle attività. Già perchè più si continua a infrangere le regole, più i tempi si allungano, ma questo non è un discorso che a quanto pare, viene recepito.

Pucci uno di noi? No, uno di loro

E se un personaggio pubblico arriva in un assembramento proibito dalla legge, senza mascherina, salta, abbraccia e canta, usa il megafono in comune con altre persone, allora è ben chiaro che c’è tanto, tanto da fare. “Pucci uno di noi” urlavano i tifosi nerazzurro davanti al Meazza ieri prima del derby che poi l’Inter ha vinto. E si proprio uno di loro, ma non certamente uno di noi. Noi che le regole le rispettiamo, che usiamo la mascherina, che ci distanziamo, che cerchiamo di essere il più attenti possibile, per la nostra salute, ma anche per quella di tutti gli altri.

100 mila persone morte nel nostro paese, un anno di pandemia. Tutto dimenticato per un derby? Tutto da mettere da parte per il tifo? Si poteva anche dimostrare di essere tifosi in altro modo, tanto per iniziare anche indossando la mascherina. E invece si urla, ci si bacia, si fanno selfie senza mascherina. Una riflessione dovrebbero farla tutti coloro che poi questi personaggi li mandano in televisione davanti a 2 milioni di spettatori, a condurre un programma per i giovani. Un modello da non seguire, e speriamo che i ragazzi, molto più maturi di certi cinquantenni, abbiano più sale in zucca.

Per qualcuno sarà anche un idolo, per la legge italiana è semplicemente una persona che non ha minimamente rispettato le regole. Forse sarà difficile identificare i tanti tifosi che ieri hanno infranto la legge. Ma qui siamo di fronte a un personaggio famoso, un personaggio pubblico che della sua faccia ci ha fatto anche un mestiere. Che non si è minimamente scusato per quello che è successo. E forse qualcosa in più, dal sindaco di Milano al presidente della Regione, ci si aspettava.

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