Luciana Littizzetto la lettera sulle famiglie omogenitoriali: “Non puoi fermare l’amore, l’amore non è una minaccia”

A Che tempo che fa Luciana Littizzetto legge una lettera su quello che sta succedendo in Italia alle famiglie omogenitoriali
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Luciana Littizzetto, ci è distinta come sempre, per aver affrontato nel corso di una diretta televisiva un tema caldo, molto caldo, al quale tiene molto. Come ci tengono milioni di persone anche in Italia, non solo quelle che nelle ultime ore si sono viste cancellare il diritto di registrare un figlio in comune, all’anagrafe. Sta succedendo da quando il Governo Meloni ha deciso che in Italia ci siano cose più importanti a cui pensare e che quindi, una coppia con due genitori dello stesso sesso, una coppia omosessuale, possa registrare in modo regolare anche nel nostro paese, un bambino o una bambina nato in una coppia omogenitoriale. Una decisione questa, che ha provocato una serie di conseguenze, come anche le parole del sindaco di Milano Beppe Sala e la manifestazione di Milano alla quale hanno partecipato migliaia di persone. Luciana Littizzetto quindi, nella puntata di Che tempo che fa del 19 marzo 2023 ha scritto una lunga lettera, affrontando il tema.

La lettera di Luciana Littizzetto a Che tempo che fa

La comica di Rai 3 ha detto: “Fino a pochi giorni fa alcuni comuni d’Italia come Torino e Milano registravano regolarmente i genitori dei bambini nati in coppie omogenitoriali. Da questa settimana è arrivata una circolare che impedisce questa registrazione e quindi i bambini con due mamme e due papà non avranno più i due genitori segnati all’anagrafe, ma solo uno dei due, quello legato biologicamente al bambino e l’altro diventa un fantasma. ” Ha continuato: “Mi sono così messa nei panni di due bambini, un bambino con una mamma e un papà e una bambina con una mamma e una mamma“.

Nella sua lettera ha continuato: “Questi bambini vivono già nelle nostre città e mentre la nostra società corre la politica cammina. La società è Marcell Jacobs, la politica è me dopo essermi distrutta il ginocchio. L’abbiamo detto centinaia di volte, quindi facciamo centouno come la carica.”

E ancora: ” Non puoi fermare l’amore, al massimo puoi fargli lo sgambetto, poi lui si rialza in piedi e va avanti. L’amore non rappresenta mai una minaccia. Mai. ” E ha concluso: “Quindi, amici governanti, pensate ai bambini, sono loro che dovete proteggere. Non discriminateli per il modo in cui sono stati concepiti o per l’identità dei genitori. E soprattutto pensate ad aiutare le famiglie non a rendergli la vita ancora più difficile. O sembrerete come se vorrete asciugare il mare con il mocio”.

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