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Anna Tripoli racconta tutte le paure nella gravidanza: le avevano suggerito di interromperla

Con un lungo post Anna Tripoli ha deciso di raccontare sui social della sua gravidanza: non è stato facile

vittoria anna tripoli social

Ho pensato a lungo se fare questo post oppure no, Poi mi sono ricordata di quando, mesi fa, cercassi disperatamente nei forum esperienze come la mia. Quindi eccomi qui” ha scritto Anna Tripoli sui social, con un post che potrebbe aiutare molte donne, in difficoltà e non solo. Oggi Anna Tripoli e lo chef Mainardi cullano la piccola Vittoria e la coccolano tra le loro braccia. Ma non è stato tutto semplice, anzi.

Il racconto di Anna Tripoli sui social

Dalla gioia di questa notizia, per Anna Tripoli e le persone a lei vicine, si passa all’incubo: “Ho scoperto di aspettare Vittoria il giorno della festa della mamma. Dopo due anni di tentativi, frustrazione e umore altalenante, proprio nel mese in cui mi ero detta “questa è l’ultima volta” è arrivata. Una gioia indescrivibile. Iniziano le visite, gli esami etc. Verso la decima settimana durante un controllo capitato anche un po’ per caso (avrei dovuto fare il Nip test la settimana successiva) il dottore guarda perplesso lo schermo e mi dice “ora le spiego tutto”. Io avevo già capito che qualcosa non andava”.

Il racconto prosegue sui social: “Si vedeva una specie di cuscinetto dietro la nuca del feto. La traslucenza nucale era di 6mm, il valore massimo di riferimento era 2,5mm, quella di Cesare era 1mm. Di quel momento mi ricordo solo un dialogo di 10 minuti con il dottore su dati e statistiche e le sue parole “interruzione di gravidanza”. La NT (la traslucenza appunto) indicava un rischio elevatissimo di malformazioni e\o problemi genetici. La mia età (41 anni) la causa probabile di tutto. Un rischio “quasi” certo. Un colpo che non vi dico.”

Non si sono arresi, Anna Tripoli e suo marito e hanno deciso di andare avanti: “Quel “QUASI CERTO” era diventata l’unica mia ancora: Senza un referto scritto sulla certezza che il mio bimbo o bimba fosse compromesso al 100% non mi sarei mai fermata nonostante il “sarà emotivamente più complicato per lei tardare l’interruzione” Effettivamente la statistica non era dalla mia parte. Ho deciso di fare la villocentesi e da lì è iniziata l’attesa più lenta e odiosa della vita. Quasi due mesi per avere il referto. “

E un po’ come facciamo tutti, si cercano ovunque delle risposte: “Le giornate non passavano più, ChatGpt in questi casi diventa il tuo migliore amico, ho letto tutti i forum possibili e immaginabili. Un carico emotivo pesante che mi ha accompagnato fino alla morfologica del sesto mese, anche questa negativa. Mi sono goduta davvero solo l’ultimo trimestre di gravidanza. Ora la guardo e penso a quanto sono stata doppiamente fortunata. Ho tirato le somme di tutta questa storia: non chiuderó dicendo che “l’istinto di una mamma non sbaglia mai”.

E poi ha concluso: “e non era certo il mio istinto a suggerirmi che sarebbe andato tutto bene, semplicemente non trovavo giusto dovermi prendere “io” il peso di una scelta così drastica a fronte di un dato statistico, scientifico ma pur sempre statistico. Sono stata molto fortunata, ho rischiato di buttare al vento questo enorme regalo.
Un domani insegnerò a mia figlia a decidere sempre per se stessa, a non mollare alle prime difficoltà e a lottare sempre con lucidità per i propri sogni. Lei è un mio sogno che finalmente si è realizzato. E non vedo l’ora di raccontarglielo.

Sotto il post di Anna Tripoli sono arrivate tantissime testimonianze di donne e di mamme che hanno affrontato il suo stesso percorso e che condividono tutta la sua forza e la determinazione di andare avanti, fino a quando c’è anche solo una piccola speranza.

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