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Giulia Salemi distrutta: “è una strage, non riesco a contattare i miei parenti”

Giulia Salemi torna sui social e parla di quello che sta succedendo in Iran: non riesce a mettersi in contatto con la sua famiglia

giulia salemi sfogo social

Giulia Salemi vive un momento difficilissimo. C’è un silenzio che fa più rumore di qualsiasi slogan gridato in piazza. È quello che avvolge l’Iran in questi giorni, un silenzio forzato, imposto, che taglia i ponti con il resto del mondo e lascia milioni di persone sospese nell’incertezza. Un’assenza di voci che colpisce soprattutto chi, lontano da casa, porta quel Paese nel cuore. È da qui che nasce il nuovo video-appello di Giulia Salemi, un messaggio carico di urgenza e paura, condiviso sui social per riportare l’attenzione su ciò che sta accadendo a Teheran e in molte altre città iraniane.

Dal 28 dicembre, l’Iran è attraversato da proteste diffuse, esplose a causa di una crisi economica sempre più soffocante e di un’inflazione che ha messo in ginocchio la popolazione. La risposta del regime, però, non è stata l’ascolto: al contrario, è arrivata una repressione durissima, accompagnata da un blackout digitale che rende quasi impossibile comunicare con l’esterno. Secondo le fonti ufficiali, in questi giorni, sarebbero morte almeno 3000 persone, ma secondo le fonti non ufficiali, potrebbero essere almeno 10mila le vittime del regime.

L’appello di Giulia Salemi sui social

Nel suo racconto, Giulia Salemi non parla solo da personaggio pubblico, ma da figlia e parente di chi vive sotto assedio. Il punto più angosciante, sottolinea, è proprio l’isolamento totale imposto dal governo: internet interrotto, linee telefoniche bloccate, città sprofondate nel buio.
«Provate a immaginare se succedesse qui, nelle nostre case», spiega l’influencer. «Come ci sentiremmo, improvvisamente soli e tagliati fuori dal mondo?».

Per lei questa non è un’ipotesi astratta. È una realtà che si traduce in notti insonni e in un’attesa snervante: da giorni, racconta, lei e la sua famiglia non riescono a mettersi in contatto con i parenti rimasti a Teheran. Un’angoscia resa ancora più profonda dal legame con le sue radici, che ha voluto celebrare anche nella vita privata, scegliendo per il figlio il nome persiano Kian, nato dall’amore con Pierpaolo Pretelli.

Nonostante la censura, alcune informazioni riescono comunque a filtrare. Ed è proprio su questi dati che Giulia Salemi invita a non distogliere lo sguardo. Le cifre parlano di una violenza sistematica: migliaia di morti e decine di migliaia di arresti, un bilancio che l’influencer definisce senza mezzi termini una “strage di innocenti”.

Secondo il suo racconto, le forze di sicurezza avrebbero aperto il fuoco sulla folla per soffocare le rivolte, colpendo indiscriminatamente uomini, donne, giovani e anziani. Eppure, nonostante la paura, il popolo iraniano continua a scendere in strada. «Il loro coraggio è più forte della repressione», ribadisce. «Di fronte a tutto questo, noi non possiamo permetterci l’indifferenza».

Quello di oggi non è un intervento isolato. Giulia Salemi è da tempo una delle voci più riconoscibili, in Italia, quando si parla di diritti del popolo iraniano. Dalle scelte simboliche sui red carpet internazionali, dove ha indossato abiti di designer iraniani, fino ai momenti televisivi di maggiore esposizione, il suo impegno è costante.

Indimenticabile, in questo percorso, il monologo pronunciato a Le Iene dopo l’uccisione di Mahsa Amini, evento che aveva già acceso i riflettori internazionali sulla repressione in Iran. Oggi, con una nuova ondata di proteste legate al carovita e alla mancanza di libertà, quell’impegno torna a farsi sentire con forza.

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