Rosalinda Celentano l’autolesionismo e quella cicatrice fatta con il bisturi perchè non riusciva a piangere

Si confessa rispondendo a tutte le domande di Francesca Fagnani nella prima puntata di Belve, Rosalinda Celentano. Tante cose le aveva già raccontate, altre le rivela per la prima volta. Ma le sue parole restano comunque molto forti, soprattutto se si parla di temi importanti. Uno di questi: l’autolesionismo. Rosalinda ne ha già parlato in passato, ha raccontato di come ha iniziato a tagliarsi e anche di quella cicatrice che porta sul viso. E’ lì, indelebile e le ricorda tutto quello che lei si è fatta. Nello studio di Rai 2 racconta di aver fatto anche un percorso di cura.

Rosalinda Celentano e l’autolesionismo: le sue parole a Belve

Rosalinda provando a spiegare il perchè dei tagli, spiega: “Io faccio fatica a piangere quindi il deturparmi la faccia , rovinarmi la faccia, vedere che usciva del sangue…L’ho fatto con un bisturi si, perchè se io faccio le cose le faccio sempre fatte bene” ha detto l’attrice rispondendo alle domande di Francesca Fagnani. Il dolore era più forte quello dello spirito era talmente forte che quello fisico era meno, quindi nella mia testa sbagliata, io mi tagliavo per farmi…per come un po’ se stessi piangendo. C’è stato un momento in cui non credevo più a niente. Avevo paura di fare il salto. Ma non avevo paura di morire, avevo paura della vita. Fino a tre anni fa la morte è stata la mia vera compagna” ha detto Rosalinda.

Dichiarazioni molto forti anche in merito al tumore che Rosalinda ha avuto e al suo rapporto appunto, con la morte.  “ Le sono state asportate le ovaie e l’utero. Lei ha detto di no. Perché?“. “Per me è stata una liberazione pazzesca“, è la risposta di Rosalinda. “Quando invece è stato il tumore a mettere a rischio la sua vita, e non è stata lei a cercare la morte, ha avuto paura?”. “No, perché era ancora il periodo in cui io volevo morire. L’ho avuto a 47 anni, quindi a 47 anni ancora io e la morte danzavamo. E quindi quando mi è stato diagnosticato io sono scoppiata a ridere: una liberazione”.

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