Eva Henger credeva di morire, ricoverata in ospedale per gli attacchi di panico

Eva Henger soffre di attacchi di panico, lo racconta al settimanale Oggi e confida che è stata anche in ospedale perché l’ultima volta ha avuto davvero paura di morire. Un malore che non si placava e che spaventava sua figlia e suo marito che ha poi deciso di portarla al pronto soccorso. Eva Henger cerca di ricostruire anche il perché dei suoi attacchi di panico ricordando la morte dello storico compagno, Riccardo Schicchi. Era tutto per lei ed era importante anche per i suoi figli, lo ha assistito fino all’ultimo respiro e anche oltre. L’ex attrice hard sconsiglia a tutti di fare quello che ha fatto di lei. Ha scelto di stare con Schicchi fino alla chiusura della bara ed è poi stato complicato da elaborare, un trauma che forse non ha mai superato del tutto.

EVA HENGER RACCONTA DELLA MORTE DELL’AUTISTA

Di recente un altro momento drammatico nella sua vita, la morte dell’autista sotto i suoi occhi mentre la accompagnava all’aeroporto. Janosh le è morto tra le braccia ed è stato terribile, non ha potuto fare niente per salvarlo. Ancora oggi chiude gli occhi e rivive quel momento.

Alla fine non ha retto e racconta che una mattina ha avuto un crollo, ha iniziato a sentirsi male e ha avuto paura di morire come Janosh: “Ho iniziato a sentire il cuore battere, soffro di extra-sistole, poi ho cominciato ad avere un dolore fortissimo al petto e ad avere difficoltà di respiro. Inizio a tossire e mi sento svenire: ho pensato mi stesse accadendo quello che era accaduto a Janosh. Ero convinta di morire e a quel punto mio marito mi ha portata in ospedale”.

In ospedale non è andata meglio, non riusciva a camminare, aveva le convulsioni. I medici l’hanno calmata ma dopo un’ora l’attacco di panico è tornato e hanno quindi deciso di darle dei farmaci che hanno fatto effetto dopo 10 ore. 

Cerca di gestire il suo malessere ma ogni volta è terribile. In più sua figlia continua a non volerla vedere, a non volere avere un rapporto con lei che invece l’aspetta sempre. 

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