Caterina Balivo parla della dislessia e del pruning, così non ha ricordi dei suoi primi 25 anni 

Caterina Balivo confida di non avere ricordi dei suoi primi 25 anni di vita e aggiunge che è dislessica

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Caterina Balivo lascia siano gli altri parlare, d’altronde ha voluto un vero salotto nel suo studio de La volta buona. Questa volta a Sette del Corriere della Sera parla di lei, della dislessia, dei ricordi che non ha più, quelli dei suoi primi 25 anni. Si scopre sempre qualcosa di nuovo su Caterina Balivo iniziando dal perché ha fatto modificare l’ormai famoso divano arancione.

Non riusciva a guardare negli occhi che le era seduto accanto, cosa per lei fondamentale. E’ quando deve rispondere alla domanda sugli studi, sul tipo di studentessa che è stata che Caterina Balivo spiega che è dislessica. 

La fatica di Caterina Balivo per essere una brava studentessa

“All’inizio facevo molta fatica, anche a causa della dislessia che, come accadeva in quegli anni, non veniva diagnosticata. Ti dicevano: non ti impegni, e finiva lì”. Caterina Balivo ricorda quello che definisce il suo miracolo di Natale: “dopo la pausa invernale della prima media, sono rientrata e ho cominciato a fare bene la prima interrogazione, poi un buon voto in una verifica… e via, miglioravo di giorno in giorno”.

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Poi è arrivato il tempo del liceo ed era molto brava, ha fatto il classico. Ha un’idea precisa sulla scuola di oggi, anche de tre mesi che i bambini, i ragazzi restano a casa: davvero troppo tempo e non va bene nemmeno per le famiglie in cui lavorano entrambi i genitori. 

Ripensando a lei bambina la conduttrice ammette di non ricordare niente dei suoi primi 25 anni di vita, che magari i ricordi riaffiorano quando ascolta qualcosa vissuto da altri o quando lo racconta famiglia. Ha avuto una infanzia felice ma il motivo della mancanza di ricordi è un altro: “So che sembra assurdo, faccio “pruning”: libero il mio cervello da ciò che è stato per accogliere nuove informazioni e nuove emozioni. Ho due sorelle e delle amiche meravigliose che mi raccontano la me che sono stata. Ogni tanto nella chat di famiglia pubblicano foto di cui io proprio non ho memoria, così parte la ricostruzione di ciò che è accaduto”. 

Con il pruning l’obiettivo è quello di rendere più agile il cervello, favorendo un funzionamento rapido ed efficiente evitando che “si ingolfi” con troppi collegamenti.

Poi il rapporto con il suo corpo è cambiato negli anni ma l’ha sempre accettato ma ammette di non averlo mai trattato benissimo. “Mi sono adagiata sul fatto di avere un buon metabolismo, ma dopo i quaranta ho capito che non sarebbe stato così per sempre. Oggi faccio sport tutti i giorni”.

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