Sergio Castellitto spiega il significato di “Te piace ‘o presepio”

C’è grande attesa per Natale in casa Cupiello e Sergio Castellitto ospite a Oggi è un altro giorno racconta del protagonista, Luca Cupiello, del significato di “Te piace ‘o presepio”. Chi è Luca e perché ci parla di questa famiglia disfunzionale? “Nessuna famiglia è perfetta. Lui è un essere umano di cui sentiamo molto il bisogno, il bisogno di una persona di rimanere innocente. Lui per gli altri è un fesso, ma appartiene a quegli esseri umani che conservano la verità in un mondo di furbi che pensano di farla franca. Prende i cartoni ogni anno e spera di riattaccare i pezzi di questa famiglia. Tutti pensano che non capisca niente ma non è così”. Sergio Castellitto sarà ovviamente Lucariello. Racconta la sua fortuna di fare il lavoro che desiderava e del sentirsi sempre inadeguato: “Nel mio lavoro penso sia quasi un dovere, un attore deve sentirsi inadeguato in quello che fa, un regista diceva di farsi venire almeno la seconda idea perché la prima è già venuta a qualcun altro”. 

“Niente è gratis. Il talento è disciplina, senza si sperde e dopo un po’ le foglie vanno via. Si può essere pazzi e disciplinati, i grandi artisti sono un po’ pazzi ma devono avere la disciplina. La mia follia è quella di essere rimasto una persona normale. Il mio incedere tranquillo già mi sembra una rivoluzione nella mia vita. Ho la fortuna di fare un mestiere che mi dà la possibilità di diventare altro”.

Interpretare il ruolo di Eduardo De Filippo per un attore è fonte di ansia, è il massimo; Serena Bortone come tanti non vede l’ora di seguire stasera Natale in casa Cupiello. Sergio Castellitto ricorda il suo incontro con il grande De Filippo quando era un ragazzino e frequentava l’accademia. Scorrono le immagini del film, la commedia è stata scritta nel ’31, ma il film è ambientato negli anni ’50.  Doppia se stesso Castellitto guardando qualche anticipazione, ricorda tutte le battute.

Tutto ruota intorno alla nota frase “Te piace o presepio è come Essere o non essere e vuol dire mi ami, ami quello che faccio, il fatto che io sia tuo padre. Io credo voglia dire questo. Una ricerca se vogliamo poco colta, quasi incosciente, molto sincera, autentica, mi ami”.

Tutto è stato girato in una casa nel centro storico di Napoli ma Castellitto rivede nella famiglia Cupiello tante famiglie, anche la sua: “Anche noi siamo disfunzionali ma uniti dall’amore che ci rende sereni” poi conclude: “Abbiamo preso uno dei più grandi testi del ‘900, l’abbiamo vestito di cinema grazie a questa regia formidabile e sarà trasmesso dalla televisione”. 

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