Lillo a Oggi è un altro giorno: la paura di morire ma la musica l’ha aiutato

Lillo Petrolo ospite nello studio di Oggi è un altro giorno attende come tutti il festival di Sanremo e non può non pensare ai giorni in terapia intensiva e all’importanza che ha avuto la musica durante il suo ricovero. Lillo non è mai stato intubato e non ha mai messo nemmeno il casco ma per il Covid in terapia intensiva c’è stato per tre giorni. Era una prevenzione ma la paura di morire è stata forte, per tre giorni si è chiesto cosa stesse accadendo. Oggi sente di essere cambiato: “Mi ha insegnato a godere dell’attimo fuggente. Il lato positivo è che poi vedi la vita in un altro modo. Anche il caffè al mattino con tua moglie e quel raggio di sole a cui non aveva mia fatto caso”. Non è retorica, lo pensa davvero.

LILLO IN OSPEDALE SEMPRE IN COMPAGNIA DELLA MUSICA

Aveva la musica con lui, aveva sempre le cuffiette alle orecchie. Per un attimo ha pensato che stesse davvero morendo, è accaduto quando l’hanno portato in terapia intensiva e vedeva da un lato della vetrata un uomo di 40 anni e dall’altro una persona di una certa età: “Ti chiedi perché sta accadendo”.

La musica è stata la sua forza, anche quando il medico dopo 15 giorni fermo nel letto gli ha detto che piano piano poteva iniziare ad alzarsi. Non si reggeva in piedi ma ha messo un brano dei Rolling Stones e ha iniziato a muoversi, desiderava ballare, non ce la faceva ma c’era un primo passo, senza più la paura di morire. 

“Pensi di respirare ma in realtà la mia respirazione stava messa molto male” ricorda tutto Lillo ma è sicuro che dopo un’esperienza così forte le persone escano migliori. Ci crede poco Serena Bortone, forse perché dopo un po’ di tempo si tende a dimenticare. 

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